Il prossimo congresso del partito comunista cinese, un crocevia dopo la prima decade del miracolo del dragone

In ascesa
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La morale delle opache convulsioni che stanno attraversando i vertici di Pechino è che la transizione di poteri del prossimo autunno sarà meno semplice di quella di 10 anni fa, con il passaggio da Jiang Zemin a Hu Jintao. Gli equilibri all’interno del Politburo, e dunque tra le diverse anime e personalità del Partito comunista, andranno ridefiniti, e non sarà un pranzetto di gala. I dieci anni che si chiuderanno con il congresso del Pcc sono quelli in cui il già mirabolante miracolo cinese è decollato: si va dall’ingresso nella Wto al sorpasso delle tradizionali potenze economiche fino a raggiungere la seconda posizione, dalla Sars (con le relative lezioni sulla gestione dell’informazione) all’Olimpiade del 2008, dalle tensioni etniche in Xinjiang culminate col massacro del luglio 2009 all’incancrenita questione tibetana, dall’esplosione del web al Nobel per la Pace assegnato al dissidente Liu Xiaobo… Il congresso segnerà un trapasso epocale. Qualunque cosa accadrà, non si tornerà indietro: non strade a ritroso, casomai un’evoluzione diversa.

dal Corriere di Marco Del Corona

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