I produttori di vini top francesi si adeguano alla crisi occidentale. Pinault e Chateau Lafite provano, con diverse strategie, a cambiare il mercato.

Sfide Strategiche
vini lusso

François Pinault, patron del polo del lusso PPR, è anche proprietario anche di Chateâu Latour, leader dei rossi longevi di Bordeaux. Così costosi da venir venduti en primeur, quando ancora sono nella botte.

Ogni anno, in primavera, si stabilisce il prezzo (nel 2011 è stato di 780 euro) per una bottiglia che verrà bevuta al meglio tra dieci o venti anni. Con il tempo la bottiglia si rivaluta e può essere venduta alle aste a prezzi molto superiori a quelli di origine. Un sistema secolare che garantisce soldi freschi ai produttori di vino e buoni margini agli speculatori. Ora Pinault ha detto stop: dall’anno prossimo niente più vendite en primeur.

E’ una scelta dettata, probabilmente, da due fattori. Il nuovo mercato è quello asiatico, e lì i future del vino non sono certo una tradizione. I ricchi cinesi sono pronti a spendere per bere vini di lusso francesi, ma li vogliono stappare appena sono pronti. Secondo motivo, spiegato da Engerer: sta diminuendo il numero di collezionisti disposti a lasciare in cantina vini pregiati per decenni. Ora non resta che aspettare: la strategia di Pinault troverà seguaci?

Intanto un’altra grande azienda, Château Lafite Rothschild, ha deciso una via diversa, abbassare i prezzi: deciso di vendere en primeur il suo 2011 a 420 euro a bottiglia, con una riduzione del 30 per cento rispetto al 2010.

Estratto da corriere.it blog Divini

Tag: