Istat, bollettino di guerra per l’occupazione in Italia eppure i conti non tornano

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I dati Istat sull’occupazione sono molto chiari: il mese di febbraio si è concluso con un tasso di disoccupazione del 9,3%, superiore dello 0,2% rispetto a quello registrato a gennaio. La crisi occupazionale risulta ancora più grave tra i giovani: la disoccupazione giovanile (registrata tra quanti hanno tra i 15 e i 24) è salita al 31,9% (+0,9% su scala mensile e +4,1% su base annua). In termini assoluti, i disoccupati sono più di 2,3 milioni, in aumento di 335mila unità. Di questa storia esiste però un’altra versione fornita dai numeri pubblicati della Cgia, la confedereazione degli artigiani di Mestre, che ha rielaborato le statistiche del Ministero del Lavoro e della banca-dati Excelsior di Unioncamere. Nel 2011 le imprese italiane non sono infatti riuscite a coprire più di 45mila posti di lavoro destinati ai giovani, che sono rimasti vacanti soprattutto per due ragioni: lo scarso numero di persone che hanno risposto agli annunci (47,6%) oppure la preparazione non adeguata dei candidati (52,4%). Lo scorso anno sono rimaste aperte 5 mila assunzioni per commessi nei negozi, altre 2.300 riservate a camerieri, ma anche 1.400 posti per delle posizioni un po’ più qualificate nel campo dell’informatica e della telematica, tutte destinate a giovani con meno di 29 anni. Fonte borsaitaliana.it panorama.it

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