P&G vs Unilever: la battaglia (pubblicitaria) si combatte in Cina e India

Sfide Strategiche
Unilever

“Dopo una crescita troppo lenta negli ultimi 15 anni il gruppo sarà impegnato nella rincorsa alla rivale, i competitor saranno raggiunti entro quattro o cinque anni”. Questa la frase di Paul Polman, AD di Unilever chiaramente riferita ai rivali P&G. Gli anni sono passati ma il divario resta evidente. A partire dal fatturato: il gruppo americano ha chiuso l’esercizio al giugno 2011 con ricavi per 60,5 miliardi di euro contro i 46,467 miliardi di euro di Unilever. L’utile netto del primo è il doppio del risultato del gruppo europeo: 8,6 miliardi contro i 4,252 miliardi. Il gruppo guidato da Polman dovrebbe crescere a livello di ricavi dell’11% medio annuo per raggiungere P&G e quale occasione migliore se non i mercati emergenti? Il gruppo europeo conta di portare la percentuale di vendite in Cina e India dal 54% attuale a oltre il 70%. P&G non resta in panchina e punta a conquistare un miliardo di nuovi clienti nei due Paesi entro il 2015. Progetti che non possono prescindere da investimenti importanti in marketing: il rapporto spese pubblicitarie/fatturato è stato dell’11,3% per P&G e del 13,3% per Unilever. Livelli non più compatibili con la necessità di tagliare i costi per conservare i margini nonostante l’aumento delle materie prime, che solo in parte è stato riversato sul cliente finale. P&G ha annunciato un programma di tagli per 10 miliardi di dollari. Un obiettivo ambizioso ma necessario per fermare l’erosione dei margini. E Unilever dovrà seguirne l’esempio. La sfida continua. Fonte moda24

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