Bruxelles tra due fuochi, la Grecia il più temibile

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A preoccupare Bruxelles, sede dell’Unione europea, sono più i risultati delle elezioni in Grecia; in fondo la vittoria di François Hollande su Nicolas Sarkozy era attesa e in parte già assimilata dai mercati (ed è possibile che possa fare anche bene a un’ Europa che cerca di bilanciare il rigore con la crescita), mentre la pesante sconfitta dei due maggiori partiti “pro-rigore” ad Atene fa paura: chi ha negoziato il salvataggio ha perso un terzo dei voti a vantaggio degli estremisti di destra, ma anche di sinistra. Secondo Daniel Gros, economista a capo del Centre For European Policy Studies, la Grecia è una mina vagante: c’è la possibilità, spiega Gros a La Stampa, i partiti tradizionali accettino la difficile realtà e formino un governo che si impegni a fare tutto il necessario, ma è possibile anche uno scenario negativo in cui  “una coalizione rifiuti il programma di consolidamento” negoziato con l’Unione e l’Fmi. Ciò porterebbe a un secondo default per l’economia ellenica, inevitabile, e a una probabile uscita dall’ Eurozona”. Ma seppur grave, un simile scossone potrebbe essere gestito con difficoltà; “più grave è la situazione delle banche spagnole che non è stata ancora risolta e che può avere conseguenze, quelle sì veramente pericolose per l’Europa”.

Fonte businesspeople.it

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