La bolla immobiliare e finanziaria cinese esiste? Eccome, parola di Osservatorio Asia

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Alberto Forchielli

Ci troviamo di fronte ad una bolla dell’economia cinese? Forse, ma va capita prima di dare interpretazioni errate. Secondo Alberto Forchielli, presidente di Osservatorio Asia, intervenuto nel web-forum di Radiocor dello scorso 28 maggio, ci sono tutti gli elementi che confermano da un lato l’esistenza di una bolla immobiliare e finanziaria e dall’altro l’emergere di una bolla in termini di capacità produttiva, condite entrambe da un generale rallentamento della locomotiva cinese. Vediamo ora il primo tema.

Il pil cinese è stato negli anni alimentato in misura consistente (addirittura fino al 50%) dalla politica di investimenti del governo centrale a cui però non è corrisposta una crescita del consumo interno nella misura in cui ci si poteva aspettare. In poche parole, la ricchezza generata dagli investimenti governativi, non viene trasformata in reddito da consumo e quindi non viene totalmente rimessa in circolo, bensì viene in buona parte “stoccata” dagli eccellenti risparmiatori cinesi nelle forme a loro più congeniali (case, borsa, oro).

Il trasferimento di ricchezza in forme di investimento privato ha determinato di volta in volta la crescita a dismisura dei valori immobiliari e finanziari, fino a raggiungere le dimensioni di bolla.

I cinesi hanno però maturato in tempi recenti la consapevolezza che solo pochi riescono a guadagnare veramente dalla borsa (a questo punto diremmo che “tutto il mondo è paese”) e che i milioni di case comperate come investimento nel mattone non hanno ancora un loro inquilino che ripaghi il loro investimento….

La seconda parte dell’articolo disponibile qui e la terza e ultima qui

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