Non dite a Obama che dopo Solyndra anche Pramac non ce la fa: non sempre le rinnovabili muovono l’economia nel senso giusto

In caduta
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È stato un colpo di sole a liquidare Pramac. Il gruppo chiamato ieri a scegliere fra un aumento di capitale o la messa in liquidazione, ha optato per la seconda strada. I soci si sono trovati di fronte al bivio a causa di un patrimonio netto negativo per 71 milioni al 31 dicembre 2011 e di accordi sul debito al di là da venire. L’origine dei problemi però risale al 2009, quando la società decise di diversificare nel fotovoltaico.

Una produzione, quella dei pannelli, che ha causato più guai che benefici, proprio mentre i business storici di Pramac ( gruppi elettrogeni e macchinari per la logistica) hanno continuato a crescere. Per capire il valore bruciato dal solare basta guardare al titolo: sopra quota 1 euro tre anni fa, ai tempi dei primi pannelli, sotto i 20 centesimi negli ultimi giorni, in attesa di notizie sulla liquidazione. (G.Ve. per il “Sole 24 Ore”).

Chissà cosa penserà ora Obama dopo che l’anno scorso era stata la volta dell fallimento della “sua” Solyndra….

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