Telecom, Metroweb, Cdp, una grande commedia dell’arte nel miglior spirito italiano

In caduta
tombino metroweb

“La realizzazione delle reti di nuova generazione è una priorità del paese, che vi è vincolato dagli obiettivi dell’Agenda digitale europea. Avevamo sperato che il sostegno della Cassa Depositi e Prestiti a Metroweb e al suo piano di sviluppo della rete in fibra potessero finalmente innescare gli investimenti di cui la banda larga ha bisogno e che da troppo tempo si fanno attendere, ma la querelle si è rivelata l’ennesimo episodio di quella grande commedia dell’arte che sono le telecomunicazioni italiane.” (estratto da Massimiliano Trovato per Chicago Blog)

Già sentivamo profumo di liberalizzazione e digitalizzazione: la CDP acquisisce il 46,2% di Metroweb, gestore di una delle rete di tlc più avanzate in Italia,  in cambio di 200 milioni di investimenti per lo sviluppo della nuova rete in fibra in altre 30 città italiane. Metroweb è stata “preferita” a Telecom proprio mentre quest’ultima stava studiando un piano aziendale per la realizzazione delle reti di nuova generazione.

Poi qualcosa è cambiato.

  • Il 6 giugno, durante un convegno tenuto a Roma, il presidente Bassanini  ha dichiarato che la CDP sarebbe disposta a contribuire al finanziamento della rete NGN in fibra se Telecom decidesse di realizzarla. Ricordiamo che la CDP ha acquistato il 46,2% di Metroweb tramite FSI.
  • Il 18 giugno, in una intervista rilasciata al Corriere, Carsten Schloter, CEO di Swisscom e Fastweb (che ricordiamo detiene l’11% di Metroweb, concorrente di Telecom) sostiene che quello di Telecom è il piano con maggior potenziale per la realizzazione della rete NGN in Italia.
  • Il 19 giugno il Sole 24 ore pubblica una notizia che fa balzare in alto il titolo Telecom che arriva a toccare 0,72 euro (+7,8% ca): scorporare il ramo Telecom dedicato alle infrastrutture, creare una nuova società, l’ Opac Operatore di accesso all’ingrosso di rete fissa, nella quale confluirebbero Metroweb con i 500 milioni della CDP, e i 3 miliardi di FSI. Neanche a dirlo, Telecom manterrebbe il controllo di maggioranza, il che significherebbe fare un salto indietro di 15 anni.
  • Pronta come non mai è arrivata la smentita. Intanto Bassanini ha voluto chiarire il ruolo della CDP quale “catalizzatore”: se l’azienda con cui lavora “si chiami Telecom, Metroweb o Vodafone ha poca importanza”

Disse Monti “Il posto fisso, che monotonia”

Forse questo messaggio dovrebbe essere ripetuto dal Ministro Passera a Telecom, che il posto fisso non se lo merita proprio.

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