Nuovi scenari nell’ e-commerce in Cina tra crisi, modelli di business e partnership

Sfide Strategiche
glamour sales

Come abbiamo anticipato ieri, il problema nel settore delle vendite online in Cina non è la domanda di beni, che continua a crescere a ritmi sostenuti, quanto l’offerta: gli e-tailer cinesi riescono con difficoltà ad assicurarsi gli stock da parte dei brand del lusso internazionali e i rivenditori non riescono a garantire la presenza di merce in magazzino, il prezzo o la qualità dei prodotti per i loro clienti cinesi; queste problematiche mixate con lunghi tempi di consegna, hanno portato nel giro di pochi mesi ad un crollo dei siti e-commerce domestici.

Tuttavia alcuni giant del lusso internazionali si stanno muovendo per riallineare il settore, servendosi di un modello di business emerso negli ultimi anni nel mondo dell’e-commerce ovvero l’ O2O, Online to Offline commerce; in sintesi l’O2O consiste nel raccogliere utenti/consumers online per portarli nel negozio offline (Groupon è l’esempio più classico)

Macy’s ha investito 15 milioni di dollari nell’ e-tailer del lusso cinese Vipstore e nel 2013 lancerà un nuovo sito luxury, Omei.com, dove le vendite saranno scontate, a tempo e i prodotti subito disponibili.

Anche il gruppo americano Neiman Marcus ha dato il via alla propria espansione in terra cinese, con un investimento di 28 milioni di dollari nella partnership con Glamour Sales Holding, società che realizza vendite private/evento online. Situazione simile per il gruppo Net-A-Porter che a febbraio ha acquistato Shouke.com e dopo poco tempo ha rilasciato una versione cinese di Outnet.com.

Queste partnership potrebbero offrire una via d’uscita alla situazione critica che sta affrontando in questo momento il settore in Cina. Invece di attuare “semplici” strategie di prezzo che inevitabilmente portano ad una drastica riduzione dei margini e che sono dunque non economicamente sostenibili nel medio lungo periodo, gli e-tailer potrebbero sperimentare la vendita di capsule collection di stilisti nazionali o particolarmente di nicchia, offrire determinati capi di stagione a prezzi scontati, inserire maggiori contenuti editoriali o video behind the scenes.

Queste caratteristiche, insieme alla credibilità inevitabilmente portata da grandi nomi come Neiman Marcus, implicherebbe per gli e-tailers la possibilità di attirare i consumatori cinesi più “elitari”; allo stesso tempo l’avviamento di partnership tra nomi locali (VIPStore, Vendite Glamour e Shouke) e brand internazionali offrirebbe la possibilità di targettizzare in modo più efficiente i consumatori.

 

 

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