Da 6 Royal Warrants a 171 tweet. Quali sono stati gli errori strategici di Aquascutum /1

In caduta
Aquascutum old

Era aprile e mentre Burberry faceva registrare un incremento delle vendite dell’ 11%, il suo vicino di casa Aquascutum faceva acqua (appunto) da tutte le parti. Poche settimane dopo l’azienda inglese veniva venduta per 15 milioni di sterline ai cinesi di YGM Trading, già licenziatari del brand nel mercato asiatico.

In un articolo recentemente pubblicato, la società inglese EDITD si è immersa nei numeri per capire quando la nave ha iniziato ad affondare.

Fondato nel 1851 dal sarto John Emary, il brand deve il suo successo ad un modello di impermeabile realizzato durante la prima guerra mondiale; nel corso degli anni Aquascutum veste molte personalità di rilievo del mondo politico e del cinema: Winston Churchill, Margaret Thatcher, Cary Grant, Humphrey Bogart, Sophia Loren e Michael Caine.

Negli anni ’90 l’azienda viene venduta alla Renown, società di abbigliamento giapponese, per 77 milioni di sterline. Nel 2009 Harold Tillman, già presidente di Jaeger, si fa carico del debito aziendale e acquista il brand inglese dalla Renown ad un prezzo stracciato. Oggi, dopo soli 3 anni Aquascutum  rischia il collasso.

Cosa è successo in questi 3 anni? In una intervista al Guardian, Martin Raymond, co-fondatore di The Future Laboratory evidenziava come, a differenza di Burberry, Aquascutum non fosse proprietaria delle licenze in Asia, con importanti ripercussioni a livello di introiti.

Tuttavia questa è solo la punta dell’iceberg. Gli errori commessi dal brand sono riconducibili a tre fattori: monitoraggio delle performance, politiche di pricing e presidio dei social network.

Continuate a seguirci per la seconda parte dell’articolo.

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