Sixty Group nell’occhio del ciclone tra concordato preventivo, debiti e Cina

In caduta
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Nell’ ultima settimana abbiamo visto parecchio fermento da parte dei nostri lettori intorno all’azienda teatina Sixty Group, titolare dei marchi Miss Sixty, Energie, Killah, Murphy&Nye, RefrigiWear e Roberta di Camerino. E’ ormai da qualche tempo che l’azienda nuota in cattive acque e ve ne avevamo parlato qualche mese fa (trovate qui e qui i post precedenti). La situazione nelle ultime settimane si è ulteriormente aggravata: è recente la richiesta dell’ AD Pietro Bongiovanni di avviare la procedura di concordato preventivo, richiesta avanzata durante il secondo incontro al ministero dello Sviluppo economico (il primo incontro era saltato perchè nessuno della proprietà, la società Crescent Hyde Park, si sarebbe presentato).

Il curatore fallimentare avrà a disposizione 120 giorni per valutare se l’azienda abruzzese ha le carte in regola per rilanciare i suoi brand sul mercato o se è destinanata al fallimento. Secondo la legge Passera nei prossimi mesi saranno bloccate azioni di rivalsa da parte delle banche, creditrici per 275 milioni di euro, che potrebbero perdere qualsiasi occasione di riottenere la somma in quanto al 31 dicembre scadrà il contratto tra la Sixty International, che detiene i marchi, e la Sixty Spa di Chieti.

Il nuovo piano industriale, intanto, non è stato ancora svelato, mentre sono avvolte nel mistero le nuove trattative intercorse a metà settembre tra gli investitori asiatici e il gruppo abruzzese. Allo stato attuale la produzione sembrerebbe bloccata, così come il campionario, i riassortimenti e la maggior parte dei pagamenti.

A questo punto diventerebbe sempre più concreta la possibilità che lo stabilimento venga smantellato con conseguente trasferimento in Cina della restante parte dell’azienda.

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