Sistema moda in Italia: per combattere la crisi la soluzione è la nicchia?

Sfide Strategiche
Paula-Cademartori-scarpe_hg_full_l

E’ in corso in questi giorni la Fashion Week milanese e quale migliore occasione per parlare di fashion retail, grandi brand e piccoli indipendenti.

Nell’ultimo anno l’ economia italiana si è contratta ulteriormente e l’Istat ha dovuto rivedere  al ribasso la stima sul Pil nel secondo trimestre 2012. Nel periodo aprile-giugno il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, e del 2,6% rispetto al secondo trimestre 2011. Con il mercato che continua a soffrire invece di crescere, anche il fashion retail, tra le punte di diamante del Made in Italy, ha dovuto far fronte ad un calo drastico dei consumi e un rallentamento delle vendite sia nelle catene monomarca sia nei negozi multibrand.

I grandi marchi come Dolce & Gabbana, Prada e Armani ormai guardano principalmente alla alla Cina, consapevoli di trovare lì un mercato fertile in grado di mantenere in attivo i bilanci aziendali (nonostante un lieve rallentamento anche in Oriente).

I  brand indipendenti invece procedono a fatica, consapevoli del fatto che in Italia il problema non è tanto la produzione o la vendita dei capi, quanto riuscire a farsi pagare dai buyer italiani. Come possono sopravvivere i più piccoli in uno scenario che sembra essere sempre più cupo? Di seguito vi riportiamo alcune esperienze di brand indipendenti dell’alto di gamma che stanno cercando delle strategie alternative per sopravvivere. Incredibilmente (ma non troppo) la parola chiave sembra essere una sola: nicchia.

Paola Bay è una designer e fondatrice del marchio Zoraide, brand di scarpe fatte artigianalmente in Italia (molto amate da Nicole Kidman), venduto in due multibrand nostrani e su thecorner.com. La stilista, per ovviare il problema dei mancati pagamenti, ha deciso di ridurre la distribuzione in Italia affidandosi a pochi ma buoni retailer fidati, focalizzandosi poi sull’estero; il prossimo obiettivo è l’alta moda, in parte trascurata dai grandi brand, indirizzando tutte le energie sulla fascia più alta del mercato, attraverso personalizzazioni e ordini speciali per i clienti più elitari.

Paula Cademartori è una designer di origine italo – brasiliana, proprietaria del brand omonimo, venduto in 12 multibrand in Italia. Nonostante un incremento delle vendite anche lei ha dovuto affrontare dei ritardi nei pagamenti da parte dei retailer, pagando lo scotto di essere un nuovo brand con conseguente scetticismo da parte dei buyer nell’acquistare la nuova collezione. Anche in questo caso la strategia è la ricerca della nicchia; secondo la designer i grandi brand del lusso ultimamente hanno perso di vista la qualità dei tessuti mentre i clienti a cui si rivolge sono molto attenti alla qualità del prodotto e del tessuto oltre che al design, meno al prezzo.

Articolo tratto da New York Times di J.J. Martin

Tag: