Google presenta Nexus 10 e nel mercato dei tablet si combatte a colpi di pollici.

Sfide Strategiche
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Con l’inserimento dell’ iPad mini al suo arsenale ora Apple può vantare 3 dispositivi touchscreen in tre misure diverse, iPhone, iPad mini e iPad. Google non poteva certo essere da meno e a Mountain View hanno deciso di ampliare la loro offerta realizzando un tablet che potesse competere direttamente con l’ iPad: sono stati presentati lunedì il Nexus 10, tablet da 10 pollici sviluppato in collaborazione con Samsung, e il Nexus 4 smartphone  sviluppato con LG.

Lunedì è stato un giorno ricco di presentazioni: anche Microsoft ha tenuto una conferenza stampa a San Francisco per parlare del lancio imminente del Windows Phone 8, nuovo sistema operativo mobile già annunciato a giugno.

Il mercato degli smartphone e dei tablet continua ad essere in pieno fermento creativo e competitivo: Apple, Google, Microsoft e Amazon stanno sviluppando e realizzando nuovi device in grado di attrarre clienti, veicolando in questo modo l’ acquisto degli annessi prodotti, dalle app, alla musica fino ai libri. Analizzando un po’ più da vicino il mercato tablet è chiaro che i 10 pollici del Nexus 10 permetteranno a Google di insinuarsi nella fetta di mercato creata da Apple con il suo iPad da 9,7 pollici, ovvero i clienti che preferiscono un tablet full-size ad un portatile. L’ iPad è stato il prodotto Apple che si è diffuso più rapidamente, con 100 milioni di tablet venduti. Dati i numeri è facile capire perchè questo segmento di mercato è così ambito non solo da Google (Amazon ha recentemente introdotto un tablet da 8,9 pollici).

Scalzare Apple non sarà impresa semplice ma Google sembra essere sulla strada giusta e il prezzo di vendita del nuovo tablet ne è la dimostrazione: 400 dollari, 100 dollari in meno rispetto all’ iPad. Certo per spaventare la mela ci vuole ben altro, ma la strategia dell’ azienda di Mountain View potrebbe essere più elaborata: se per acquisire quote di mercato Google vende il Nexus quasi a prezzo di costo c’è da scommettere che i profitti su cui intende mettere le mani siano i ricavi derivati dalle inserzioni e dunque dalla vendita di contenuti. Una strategia di prezzo come questa infatti difficilemente potrebbe essere mantenuta nel lungo periodo anche se le aziende in questione sono due colossi come Google e Samsung.

Forse è per questo che nell’ultimo periodo Google si è data da fare siglando accordi con la 20th Century Fox  per film e telefilm, con Time Inc. per i contenuti editoriali e con la Warner Music Group per l’integrazione dell’intero catalogo in Google Play.

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