Sixty Group tra fallimento, amministrazione controllata e delocalizzazione produttiva

In caduta
Sixty Group

Continua la saga Sixty Group che interessa molti dei nostri lettori: si è tenuto ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’incontro con i vertici di Sixty Group dopo l’avvio della procedura di concordato preventivo avvenuto a fine settembre. La crisi che ha colpito il comparto moda infatti ha aggravato la posizione finanziaria dell’azienda teatina che navigava in acque agitate già dal 2007 (qui trovate un riassunto delle puntate precedenti).

Se è vero che il fallimento sembra essere sempre più vicino, il fondo Crescent Hyde Park, nuovo proprietario nella società di Chieti, sta cercando un piano B che secondo gli addetti ai lavori inizierebbe con la chiusura di 40 punti vendita sui 60 totali aperti in Italia (e 250 addetti in meno). Il passo successivo, che ha scatenato l’ira dei sindacati, è la riduzione del personale dello stabilimento che passerebbe da 400 dipendenti a 50. Secondo alcuni rumors il piano di salvataggio prevede poi la creazione di una nuova società e la riapertura in un capannone nel Comune di Collecorvino, in provincia di Pescara.

I più maliziosi ritengono (a ragion veduta) che la Crescent Hyde sia interessata principalmente ai marchi che da gennaio diventerebbero di sua proprietà: a dicembre scade infatti il contratto tra la Sixty International, la società lussemburghese detentrice dei marchi, e la Sixty Spa di Chieti. Ricordiamo che la Crescent Hyde ha  il controllo esclusivo di Sixty Spa grazie all’acquisto delle azioni di Sixty Group Spa e Sixty International, che detengono congiuntamente il 94,44% della società.

Il prossimo incontro è fissato per il 29 ottobre:  la nuova proprietà dovrà illustrare il piano industriale e spiegare come intende aprire la nuova società che riassorbirebbe i 50 lavoratori e mantenere i 20 negozi nel resto d’Italia. L’ipotesi migliore (e la più prevedibile) è quella di mantenere lo sviluppo del prodotto in Italia, delocalizzando inevitabilmente la produzione in Cina.

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