Dopo Steve Jobs Apple sarà ancora in grado di innovare?

Sfide Strategiche
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Il 5 ottobre di un anno fa moriva Steve Jobs e nonostante le preoccupazioni per il futuro, in quest’ultimo anno la Apple se l’ è cavata piuttosto bene: la società vale 611 miliardi di dollari, il valore del titolo è cresciuto del 72% e solo nell’ultimo trimestre sono stati venduti 26 milioni di dispositivi targati Apple. Nonostante le scarse innovazioni di prodotto (sappiamo tutti che l’iPhone5 non è proprio la rivoluzione dello smartphone), la Apple è diventata la società più capitalizzata di sempre, superando anche l’eterna rivale Microsoft.

Oltre ad iPad ed iPhone, Steve Jobs ha però lasciato qualcos’altro in eredità ad Apple: l’ossessione per Android. Jobs era convinto che la piattaforma era stata un furto dell’idea di Apple di OS per sistemi portatili e che a Mountain View stavano attingendo dall’iPhone senza però creare una versione di Google Maps per iOS che consentisse la navigazione vocale turn-by-turn come avviene invece su Android. Proprio questa ossessione ha condotto Cupertino verso una delle sue scelte peggiori: sostituire l’applicazione di Google Maps su iPhone con un’app made in Apple, che non funziona e nel giro di pochissimi giorni è diventata lo zimbello del web.

Se il CEO fosse stato ancora Jobs questo errore ci sarebbe stato ugualmente? Una domanda che in molti si sono posti; chi  ha letto la biografia (e siamo in molti) sa che Jobs era così perfezionista da preoccuparsi del numero di viti su un laptop; che Apple abbia perso un po’ di quel suo perfezionismo?

E come mai molte delle grandi aziende tecnologiche all’apice del loro successo a un certo punto crollano? Una risposta la diede proprio Steve Jobs, parlando con il suo biografo Isaacson: le aziende fanno un ottimo lavoro, innovano fino ad ottenere una posizione dominante su un determinato mercato per un determinato prodotto; arrivate a questo punto il prodotto diventa meno importante e l’azienda inizia a focalizzarsi più sulla forza vendita e meno sugli ingegneri. In altre parole, si diventa molto bravi a vendere l’esistente piuttosto che creare del nuovo. Questo è il momento esatto in cui si viene superati da aziende giovani e innovative: ci si è fermati invece di capire cosa voleva il mercato e come si stava muovendo.

Che Steve Jobs abbia predetto il destino della Sua Apple? C’è da dire che il passaggio di consegne non è mai un momento facile per le grandi società, specialmente quando il predecessore è una icona così come è stato Jobs.

“Think Different” questa la filosofia che ha guidato al successo l’azienda di Cupertino. Riuscirà la Apple sotto l’egida di Tim Cook ad essere ancora hungry and foolish?

 

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