Anche la Montebovi colpita dalla crisi, 21 i lavoratori che rischiano il licenziamento

In caduta
montebovi

Anche la Montebovi, azienda dolciaria di Lanuvio, è stata vittima della crisi che l’ha condotta al cambio di proprietà; da un lato il settore alimentare che sta soffrendo un calo delle vendite e dall’ altro un indebitamento aziendale di circa 12 milioni di euro.

L’azienda laziale è  in fase di fusione con un’altra impresa, la Dolciaria srl, e potrebbe tagliare i posti di più di venti lavoratori, considerati in esubero. Una scelta inevitabile secondo il titolare Fabrizio Concione, che spiega come tutto questo faccia parte di un piano di ristrutturazione che non può essere modificato. Il riassetto aziendale necessario alla fusione prevede infatti la cessione della parte produttiva.

Ad agosto erano stati licenziati 15 lavoratori tramite un accordo locale con i sindacati ma lo strappo tra le parti è nato per la decisione del gruppo Dolciaria Srl di mandare venti dipendenti in ferie forzate e di aprire le procedure relative agli ammortizzatori sociali.

A inizio del mese di ottobre poi l’azienda ha comunicato che il pagamento degli stipendi sarebbe avvenuto in due tranche e che si sarebbe provveduto alla vendita di alcune quote societarie: la Montebovi è stata così acquistata da un consorzio denominato Pulisystem, società con attività di pulizia e facchinaggio con amministratore unico e sede legale ad Aprilia. A fine ottobre  poi la produzione si è fermata per 4 giorni in mancanza delle materie prime e del distacco dell’energia elettrica.
I lavoratori da settimane sono in protesta contro i licenziamenti e le ferie forzate messi in atto dalla nuova dirigenza aziendale. Alcuni di loro si sono anche incatenati ai cancelli dello stabilimento industriale. Da 22 anni la Montebovi contribuisce fattivamente all’economia locale e allo sviluppo dell’area industriale della Nettunense costituendo parte integrante del settore produttivo locale per tale motivo. I lavoratori della Montebovi sono senza paga da ottobre e anche al di fuori dei periodi di sciopero hanno potuto lavorare soltanto a turni ridotti. La vicenda Montebovi punisce di fatto un territorio già fortemente provato dalla crisi.

 

 

 

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