Per Galup sfuma il concordato preventivo ma si respira aria di cordata torinese – aggiornamento

In caduta
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Oltre il danno, la beffa, almeno per il momento. Come avevamo riportato qualche tempo fa la Galup, la società di panettoni piemontese, non sta vivendo un momento troppo dolce: i costi di produzione superiori ai ricavi avevano obbligato la messa in liquidazione della società aprendo la strada al concordato preventivo. Nel nostro articolo precedente avevamo visto in Oscar Farinetti un possibile acquirente e a ben pensarci non siamo andati così lontano dalla realtà (almeno per quel che riguarda le origini piemontesi).

Una cordata di giovani imprenditori torinesi è infatti intenzionata a salvare la Galup. A dicembre è stata siglata una lettera di intenti da parte di Paolo Covelli e Valter Rabaioli, soci della Foam di Rivoli, azienda che opera nel settore della componentistica auto, Giovanni Tonno, proprietario della fonderia Fomt di Grugliasco e Pietro Drago, uomo di marketing, titolare dell’agenzia Comunicare di Orbassano. L’ offerta non voleva rilevare lo stabilimento, ma far ripartire la produzione recuperando il 50% dei dipendenti. La cordata aveva assicurato di poter coprire i 4 milioni di debiti e di riuscire ad investire ulteriori 800 mila euro per il rilancio della produzione e del marchio, puntando non a far sopravvivere la Galup ma a farla crescere creando addirittura nuovi punti vendita.

Peccato però che il  Tribunale di Pinerolo abbia respinto la proposta di concordato preventivo. La proposta è stata dichiarata inammissibile e il motivo alla base di questa decisione è una nuova legge, in vigore da agosto 2012, per cui il commissario liquidatore avrebbe dovuto informare il tribunale nel caso in cui l’azienda avesse continuato a produrre, malgrado l’intenzione di essere ceduta.

Ed è proprio questo quello che è accaduto all’azienda piemontese: nel mese di  dicembre, per rispondere alle commesse del periodo la Galup,  ha prodotto panettoni, acquistato materie prime e aperto il punto vendita  senza richiedere autorizzazioni al Tribunale.

Questa decisione complica il passaggio dell’azienda alla cordata torinese, mentre si fa più concreta la possibilità che la Galup venga dichiarata fallita. L’ultima spiaggia per Galup  è la possibilità di riformulare una nuova richiesta di concordato.

 

Aggiornamento “La seconda giovinezza del panettone Galup” di Filomena Greco su Il sole 24 Ore

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