Per Harmont & Blaine quotazione nel 2016, meno Italia e più estero

In ascesa
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Non di soli concordati vive la moda italiana, ma anche di quotazioni (per fortuna!). Prima di parlarvi però del bassotto più famoso d’Italia  è necessaria una piccola premessa (non ce ne vogliate)

Ad aprile prende il via un nuovo progetto predisposto da Borsa Italiana, Elite con lo scopo di supportare le imprese italiane attraverso una piattaforma di reti e servizi per renderle più competitive e appetibili agli occhi degli investitori e del mercato internazionale. Per partecipare all’iniziativa sono necessari una serie di requisiti e ad aprile le PMI selezionate sono 30 (su un centinaio di candidature presentate).

Il range di fatturato varia da 9 a 405 milioni con una media di 78 milioni di Euro e con un tasso di crescita medio anno su anno del 20%. Le società selezionate coprono diversi settori tra cui moda, design, food, elettronica, energie rinnovabili, telecomunicazioni, logistica, diagnostica, imbarcazioni e sono così distribuite geograficamente: 10 in Lombardia, 6 in Campania, 4 in Toscana, 5 in Veneto e Friuli, 3 in Emilia Romagna,1 in Abruzzo e 1 in Liguria (fonte Borsa Italiana)

Tra queste società c’è anche la partenopea Harmont & Blaine che, leggendo le dichiarazioni dell’ AD Menniti, sembra avere le idee molto chiare: passare da 58 milioni di euro di fatturato a 200 entro il 2016, incrementare la quota estera dal 10 al 60% ed aprire il proprio capitale agli investitori “che però dovranno anche essere dei partner commerciali, un po’ come hanno già fatto Prada, Brunello Cucinelli e Ferragamo”

La quotazione a Milano invece è prevista per il 2016 e per ufficializzare questa notizia Menniti ha approfittato dell’inaugurazione del nuovo showroom a Milano in via Tortona, 1200 mq di negozio per un investimento di circa 6 milioni di euro, che va ad affiancare l’ altro flagship milanese a corso Matteotti, 500 mq e 6 vetrine. Nonostante queste aperture, nei piani della Harmont & Blaine c’è il ridimensionamento della  quota del wholesale italiano che da 650 punti vendita attuali a 300 multimarca.

Tutto a vantaggio dell’internazionalizzione. Sono in fase di apertura i flagship a Panama, in Messico e a Praga, per poi continuare con la  Russia, Dubai e nel 2014 Londra e New York.

Da marchio italiano legato a una distribuzione wholesale è necessario che Harmont & Blaine acceleri sul retail diretto. Che significa vetrine nelle vie delle principali città internazionali e parallelamente l’apertura di negozi nei mall o centri commerciali di queste città che raccolgono un ampio bacino di clienti.

Qui torovate la lista delle società attualmente coinvolte nel progetto Elite

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