Moda e retail, nuove strategie per un 2013 all’insegna del cambiamento

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luisaviaroma

I grandi marchi della moda stanno investendo nello sviluppo del retail a scapito del canale wholesale, intanto l’e-commerce si fa strada nelle abitudini dei consumatori italiani. Cosa dobbiamo aspettarci da questo 2013?

Monobrand vs Multibrand Sempre più numerosi i monomarca specialmente se guardiamo i brand del lusso. Milano, Roma, Firenze e Venezia le città preferite che riescono a beneficiare dello “shopping turistico”: in Europa il tax free shopping ha fatto registrare nel 2012 un incremento del 28% per un volume d’affari da 30 miliardi di euro. Banale ma doveroso dirvi che il primato degli acquisti spetta ai cinesi, seguiti dai russi.

Non è un caso se sempre più brand decidono di ricorrere al monomarca, attraverso la gestione diretta o il franchising. In base alle indagini svolte da Sita Ricerca sull’andamento dei canali di vendita nei primi sei mesi del 2012, il dettaglio tradizionale ha perso quasi un punto percentuale di quota di mercato rispetto al 2011, scendendo dal 37,8% al 37%, mentre i monomarca sono saliti dal 31,7% al 32,4%.

Il perchè di queste scelte lo ha spiegato molto chiaramente Mimmo Menniti, AD di Harmont&BlaineNelle grandi città preferiamo i nostri monomarca perchè gestendo direttamente le vendite non siamo coinvolti nel ritardo dei pagamenti. Ormai la filiera è vittima di continui ritardi a catena e noi produttori, che dobbiamo programmare le nuove stagioni, le campagne all’ estero, l’ innovazione e la produttività, non possiamo rischiare la paralisi a causa del ritardo dei pagamenti. Rimanere congelati per un paio di mesi potrebbe comportare serissimi danni, specie in una fase economicamente turbolenta come quella attuale”

Le aziende insomma non hanno tutti i torti, ma i retailer indipendenti non sono responsabili al 100%. I multibrand infatti scontano condizioni poco favorevoli a livello di quantitativi, di minimi e di ricarichi imposti da parte dei fornitori.

Aggiungete la variabile e-commerce. In questo scenario non dobbiamo dimenticare l’ e-tail. Secondo le stime Netcomm nel 2012 gli italiani hanno acquistato on line beni e servizi per un valore di 11 miliardi di euro, il 18% in piùrispetto al 2011 e il comparto moda ha registrato un bel +33% rispetto all’anno precedente. Questo rende l’ e-commerce un canale di vendita imprescindibile per qualsiasi azienda, specialmente per quelle che lavorano nel settore della moda e dell’abbigliamento, ma questo gli imprenditori proprio non vogliono capirlo Secondo una ricerca presentata da Business Internationa solo il 29% delle imprese investe in un negozio online. Per contro, il web è il secondo canale di vendita più sfruttato. Luisaviaroma lo ha capito da tempo.

 

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