Strategie ad alto tasso alcolemico: Campari vende Punch Barbieri alle Distillerie Moccia

Sfide Strategiche
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Lo ha annunciato in un comunicato pubblicato qualche ora fa, il gruppo Campari vende Punch Barbieri alle Distillerie Moccia per un valore di 4,45 milioni di euro. Grazie a questa vendita Campari potrà concentrare i propri sforzi strategici sui marchi prioritari tra cui Campari, Aperol, Cinzano e gli altri spiriti che da soli compongono il 76,6% di fatturato.

Il gruppo ha chiuso il 2011 con 1.274,2 milioni di euro di fatturato consolidato, un EBITDA di 329 milioni, 45 marchi di proprietà, e può vantare una rete distributiva propria in Italia, Austria, Belgio, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Russia, Ucraina, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Messico, Cina e Australia. Distillerie Moccia invece potrà portare avanti un progetto di ampliamento che prevede  l’acquisizione di marchi leader a livello locale da affiancare al suo liquore all’uovo Zabov, di cui è proprietaria dal 1946.
Punch Barbieri era entrato a far parte del portafoglio del gruppo Campari nel 2003 in occasione dell’acquisizione del portafoglio
di Barbero 1891, che includeva Aperol, Aperol Soda, Asti Mondoro e i vini fermi Enrico Serafino ed era costato al gruppo meneghino 150 milionin di euro. L’operazione era chiaramente volta a rafforzare  il ramo Spirits & Wine, grazie proporio ad Aperol e Mondoro.

Aperol, infatti, nel periodo 2001 – 2003 registrò una fortissima crescita delle vendite, con un tasso medio annuo del 16,5%; Mondoro invece  era considerato l’Asti di alta gamma, conosciuto internazionalmente per le sue caratteristiche premium, ed andava ad affiancare Cinzano e Riccadonna, con lo scopo di consolidare il segmento premium Asti sui mercati internazionali, specialmente su quello russo, che oggi rappresenta il 3% del fatturato del Gruppo.

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