Offerta da Gucci per la Richard Ginori, tutto è bene quel che finisce bene?

In ascesa
metroquadroginori

Venerdì pomeriggio la notizia che non ti aspetti: Gucci ha presentato un’offerta irrevocabile da 13 milioni di euro per l’acquisto (aka il salvataggio) della Richard Ginori, storica azienda di porcellane fiorentina, tra le tante ambasciatrici del Made in Italy nel mondo.

Le reazioni non tardano ad arrivare: tutti sono soddisfatti, dai sindacati  – è prevista la riassunzione immediata di 230 dipendenti – al sindaco Renzi e il presidente della provincia Barducci: chiaramente l’offerta di Gucci oltre a far sognare molti, forse tutti, sembra essere la più credibile, considerata anche la precedente asta per la Richard Ginori del 19 marzo, andata deserta ed aveva lasciato poche speranze sul futuro di un marchio che ha rappresentato per molto tempo il made in Italy prima di finire in mani e gestioni sbagliate.

Come ricorda bene il Corriere, dagli anni ’70 l’azienda è passata di mano dalla Finanziaria Sviluppo di Michele Sindona nel 1970 alla Sai di Salvatore Ligresti nel 1977; nel 1998 fu rilevata dalla Pagnossin spa di Rinaldini fino al passaggio nel 2007 alla Starfin Spa, senza dimenticare i vari tentativi negli anni di speculazione sulla possibilità di edificare per un valore di almeno 30 milioni di euro, a scopo residenziale, nell’attuale area occupata dalla manifattura e sempre bloccati dal comune di Sesto Fiorentino. Oggi lo stabilimento è obsoleto,  la società ha  più di 40 milioni di debiti  e a gennaio è stata dichiarita fallita, nonostante una cordata pronta a rilevare l’azienda, composta da Lenox e Apulum.

Dopo anni di gestioni italiane (o all’italiana) ecco che bussa alla porta il colosso francese Kering, nuovo nome di PPR, con Gucci come ambasciatore e sottobraccio un piano industriale concreto che come affermato dal gruppo “farà leva sulle competenze, il know how e le sinergie esistenti tra i due marchi.” Sinergie già collaudate, dato che negli anni ’70 i disegni dei foulard Flora realizzati da Vittorio Accornero vennero riprodotti sulle porcellane Ginori. Continua la nota del Gruppo  “In particolare, da un lato si focalizzerà, nel breve e medio periodo, sullo sviluppo dei prodotti e sulla produzione di articoli per il settore tableware, dedicato al segmento del lusso, mentre dall’altro lato contribuirà con le risorse e il supporto necessari per sviluppare e rendere le attività di Richard Ginori sostenibili in un’ottica anche di lungo periodo”. Gucci intende “investire in un programma industriale per sostenere i piani produttivi attraverso la valorizzazione, la formazione e il mantenimento delle qualificate risorse umane già presenti in azienda”.

Il tutto è dunque rimandato al 22 aprile, il giorno della resa dei conti , dell’asta e dell’ apertura delle buste con le varie proposte.

 

Aggiornamento 27/5/2013

“Gucci comunica che in data odierna il Giudice delegato ha verificato l’avveramento di tutte le condizioni sospensive. Il perfezionamento dell’operazione è previsto per la fine del mese”. Lo rende noto Gucci riguardo la procedura di aggiudicazione di Richard Ginori.

 

 

Tag: