Zucchi al via il nuovo piano industriale aspettando il 2015.Coinvolti prodotto, retail ed estero

In ascesa
Zucchi

“Il piano (di risanamento ndr) è volto a trasformare la Capogruppo da azienda industriale domestica [...] a leader internazionale nei segmenti Home Fashion e Home Innovation“. Questo in sintesi l’obiettivo di larghe vedute del gruppo Zucchi per il 2017 (qui il comunicato stampa).

In occasione della pubblicazione dei risultati economici 2012 (ricavi -14%), il gruppo ha varato un piano di risanamento da 35 milioni, parte derivante da un aumento di capitale e parte dall’accordo di ristrutturazione del debito con le banche (UniCredit, Intesa, Banca di Legnano, Popolare di Bergamo, Banco Popolare, Bnl) che hanno firmato la conversione in capitale di circa 15 milioni di debito a medio-lungo termine, su un’ esposizione complessiva di 42,6 milioni.

Il piano di investimenti sembrerebbe essere già ben pianificato e si concentra su 3 punti cardine: nuovo prodotto (che assomiglia più un refresh che altro…), (ri)lancio dei negozi a gestione diretta e internazionalizzazione. Ma andiamo con ordine.

Nuova offerta Nel comunicato si parla di una chiara distinzione delle attività B2C alle attività B2B, distinzione che passa per i due marchi Zucchi e Bassetti. Il refresh stilistico dovrebbe portare Zucchi verso una fascia più alta e veicolare maggiormente le vendite di Bassetti all’interno della GDO, attraverso un riposizionamento di prezzo.

(ri)Lancio dei negozi a gestione diretta Il vero tallone d’ Achille però sembra essere stato la rete distributiva: in passato Zucchi ha contato troppo sui canali di vendita diretta e all’ingrosso, quelli che hanno maggiormente risentito del crollo dei consumi nel mercato domestico, snobbando e trascurando il canale di vendita diretta, che mostrava maggiori potenzialità in termini di redditività e comportava minor assorbimento di circolante. Per i prossimi 5 anni le energie (finanziarie) saranno rivolte ai negozi: nuovo concept per i monomarca Zucchi (obiettivo segmento premium), apertura di nuovi punti vendita più grandi e due flagship store per Zucchi e Bassetti a Milano nel 2013.

Internazionalizzazione se si parla di estero le linee guida sembrano essere un po’ meno definite. Si parla di crescente presenza sui mercati internazionali selezione dei modelli distributivi, marchi, collezioni e licenze più idonei per soddisfare al meglio i gusti e le preferenze dei consumatori esteri …quali modelli? Diretti, franchising, JV, partnership particolari? Seintema distributivo c’è molto mistero, le destinazioni appaiono più chiare: in Germania, Brasile e USA si tenterà l’approccio già nel 2013, mentre all’Asia toccherà nel 2014.

Concludiamo riportando  le parole del nuovo ad Riccardo Carradori, da un anno circa alla guida del gruppo Zucchi, al Sole24Ore Riteniamo che certamente il 2013 sarà ancora un anno di transizione e assestamento, ma che nel 2014 si vedranno i primi risultati dell’internazionalizzazione. Il 2015, invece, dovrebbe essere l’anno del consolidamento del gruppo

 

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