Mariella Burani chiude, nessun coup de théâtre per l’azienda emiliana

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Putroppo non tutte le aziende italiane hanno un angelo custode francese, nessun coup de théâtre ma un altro sipario che cala sul made in Italy: il gruppo Mariella Burani chiude definitivamente dopo la procedura di fallimento avviata a giugno.

A distruggere l’impero Burani ci hanno pensato nel 2010 Walter e Giovanni Burani, ex presidente ed ex amministratore delegato, condannati a sei anni per bancarotta fraudolenta aggravata, attraverso operazioni farlocche al solo fine di gonfiare il prezzo dei titoli in borsa come descritto dal pm Orsi.

A voler essere precisi i crac sono stati 3 : il fallimento di Burani Designer Holding, quello di Mariella Burani Fashion Group il fallimento di Mariella Burani Family Holding. Il pm Orsi nella sua requisitoria li ha descritti come tre casi drammatici: Mbfh è la più piccola, la scatola vuota, che viene creata solo per essere indebitata e poi fallisce con un passivo di 50 milioni; anche Bdh è una vittima sacrificale, quotata a Londra per 100 milioni viene utilizzata solo per pompare il titolo di Mbfg e muore con un passivo di oltre 50 milioni infine Mbfg è la società quotata in Italia, quella esposta in vetrina dai Burani e che batte tutti i record di frode e fallisce con un buco di 700 milioni.

Al crac finanziario è seguita l’amministrazione straordinaria, a giugno il fallimento del gruppo.

Dopo l’avvio della procedura il tribunale aveva concesso l’esercizio provvisorio, nella speranza di trovare degli investitori pronti a rilevare e rilanciare l’azienda comprensiva di stabilimento produttivo, marchio, showroom e magazzino.

Purtroppo nessuno si è fatto avanti e se ne vanno altri 53 anni di storia della moda del Made in Italy.

 

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