Salvataggio La Perla, the Finance Empire Strikes Back

Sfide Strategiche
La-Perla

Ci troviamo a riparlare di La Perla: siamo infatti incappati in un articolo di S. Riccio per La Stampa che riporta: “….l’offerta che questa volta la società di Scaglia si prepara a mettere sul piatto arriverebbe a 155 milioni di euro, 45 di questi andrebbero a ripagare una parte di debito in scadenza mentre gli altri 110 milioni farebbero parte di un pacchetto di risorse finanziarie fresche che sarebbero legate al piano di rilancio strategico e industriale dell’azienda bolognese. Rispetto alla prima proposta si tratta di un offerta con un rilancio più marcato sugli investimenti dedicati al piano industriale che aumentano di 15 milioni di euro”

Perchè i conti non tornano?

Partiamo dall’inizio: come avevamo tempestivamente raccontato  Calzedonia offre per La Perla 70 milioni: una parte serve a coprire i debiti, l’altra è destinata al rilancio aziendale. Purtroppo i debiti dell’azienda bolognese ammontano a 70 milioni, 50 dei quali verso le banche, quindi i creditori (aka le banche) dovrebbero aspettare per vedere ripagato l’intero debito. Le negoziazioni però proseguono, e il 27 maggio arriva anche la benedizione da parte dei sindacati: l’intesa tra Jh Partners e Calzedonia prevede il passaggio di circa 500 lavoratori degli 850 attualmente alle dipendenze di La Perla, la metà dei negozi e punti vendita attualmente esistenti, nonché il mantenimento del sito produttivo bolognese (fonte ilsole24ore.it). Le motivazioni che spingono il gruppo veneto ad acquistare La Perla sono piuttosto chiare: sinergie industriali nonchè l’aggiunta di un luxury brand nel proprio portafoglio prodotti.

Improvvisamente spunta una nuova proposta: Scaglia blocca la trattativa in esclusiva con un’offerta da 100 milioni: beh interessante, non c’è che dire, di oltre il 40% superiore alla prima!  quanto basta per non innescare un meccanismo di asta continua.

Infine, come sostiene La Stampa, si parlerebbe addirittura di una offerta più che doppia rispetto a quella di Veronesi, di 155 milioni, di cui 45 a ripianamento dei debiti e 110 al servizio del piano industriale. I conti non ci tornano, soprattutto per un’azienda il cui fatturato 2012 dovrebbe essere sensibilmente inferiore al valore dell’offerta e che macina perdite in via strutturale, ma che soprattutto è nel tubo del concordato. Non ci risulta inoltre che Scaglia abbia un gran pedigree in tema di intimo e abbigliamento: che l’investimento nasconda piani di sviluppo inimmaginabili o possa avere finalità che non riusciamo immediatamente a comprendere, magari non unicamente industriali, ma anche finanziarie?

Siamo convinti che Calzedonia continuerà ad usare il buon senso, come ha già fatto finora nel suo business.

AGGIORNAMENTO 4 giugno 2013 La Perla va al fondatore di Fastweb Scaglia, per 69 milioni di euro

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