L’export abruzzese salvo grazie all’agroalimentare: vino, pasta e olio verso i paesi extra UE

Trend
vino-abruzzo

Esportazioni in calo e oltre 1.000 imprese in meno nel primo trimestre 2013. In base ai dati forniti dall’Istat, le esportazioni abruzzesi nel 2012 hanno registrato un calo del 4,8% rispetto al 2011: a diminuire sensibilmente -7,2%,  sono state le spedizioni verso i paesi dell’Unione Europea, mentre  verso i paesi extra UE l’aumento è lieve, +1,4%.

A incidere negativamente sono i risultati del sistema moda abruzzese -25%, insieme al settore del legno e della carta non controbilanciati dai buoni risultati del mobilio e dell’agroalimentare: la pasta è passata da 114 milioni del 2011 a 119 del 2012, segnando +4%, mentre l’olio cresce del 1,3%.

Buone le performance del vino abruzzese; come spiega Mauro Febbo, assessore regionale alle politiche agricole “nel periodo gennaio-settembre 2011 la voce “vini di uve” ha registrato un +3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, considerando però che nel 2010 abbiamo raggiunto il traguardo storico che ci ha visto superare i 100 milioni di esportazioni. Il mercato delle esportazioni è diventato più importante di quello interno, come ha sostenuto anche Coldiretti, e per questo se si vuole sostenere il settore bisogna promuovere e sostenere i vini abruzzesi all’estero“. Continua Febbo “[...] dobbiamo mettere in risalto le preziose risorse a nostra disposizione, sempre più apprezzate a livello internazionale, che possono dare un contributo notevole per il rilancio dell’economia abruzzese

Per promuovere queste realtà imprenditoriali il mese scorso si è tenuto l’ Evento Wine, nell’ambito del Progetto Siaft – Southern Italy Agrifood and Tourism: il Montepulciano d’Abruzzo si è confermato il vino che ha tutte le qualità per affascinare i mercati di Giappone, Germania e Stati Uniti mentre i francesi hanno preferito Cococciola e Pecorino; i buyers polacchi hanno preferito il trebbiano abruzzese e il liquore alla genziana.

 

Tag: