Fondazione Altagamma: il lusso non delude, nel 2012 giro d’affari da 200 miliardi ma l’Europa soffre

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Per il terzo anno consecutivo il settore dei beni di lusso è cresciuto a doppia cifra: in base ai dati forniti daBain&Co per Fondazione Altagamma il mercato è cresciuto del +10% rispetto al 2011 superando così il tetto dei 200 miliardi di euro.

Dopo la caduta che colpì il luxury market nel 2009, che in un anno passò da 167 a 153 miliardi, il trend è tornato positivo, registrando nel triennio 2010-2012 un +11% passando così dai 173 miliardi del 2010 agli stimati 212 del 2012.

In miglioramento la performance degli Stati Uniti che dimostrano un’elevata fiducia dei compratori che spinge il consumo, contrariamente alla propensione al risparmio degli europei . Il Sud America si mostra in costante crescita, +12% a tassi costanti nel 2013, spinto da Brasile e Messico, mentre preoccupante rimane la situazione argentina. La situazione politica e le politiche protezionistiche stanno spingendo molti brand ad andarsene, spingendo i clienti facoltosi ad andare a fare shopping nei paesi limitrofi. Il Brasile invece cresce a gonfie vele, complice anche la grande aspettativa nei confronti degli imminenti mondiali di calcio e ai giochi olimpici, che stanno attirando sempre di più l’interesse dei marchi internazionali e degli investitori. In Cina le performance di mercato confermano il trend del 2012 nei consumi interni (+7% a tassi costanti) con una crescita a due cifre dell’e-commerce.

Ha spiegato Claudia D’Arpizio, Partner Bain & Company e autrice dello studio,  “Nell’area Asia Pacific è il Sud Est a trainare la crescita segnando un + 20% a tassi costanti nel 2013 con Singapore sempre in testa come hub regionale del mercato, con un mercato che ha raggiunto 2,5 miliardi di Euro nel 2012. In Medio Oriente, tradizionalmente nota per la passione per i beni di lusso sia tra i giovani consumatori sia tra i più maturi, il mercato del lusso nel 2012 ha raggiunto un fatturato di 6,3 miliardi di euro e si prevede un incremento del 5% a parità di tassi di cambio nel 2013, con una rimonta di abbigliamento ed accessori su profumi e cosmetici. Dubai è decisamente il cuore del mercato (rappresenta il 30% dell’intera regione), poiché attrae consumatori interni ma anche ampi flussi dall’estero, principalmente russi, indiani ed africani“.

Le migliori performance sono state registrate da pelletteria, scarpe e accessori, gioielli e orologi. Il primo trimestre 2013 registra però un rallentamento in termini reali, ulteriormente penalizzato dall’andamento dell’euro contro le principali monete estere, in apprezzamento rispetto al 2012. Questo perché alcuni paesi, Giappone in primis, stanno lavorando sulla politica monetaria per far salire i consumi interni svalutando la moneta, in modo da scoraggiare i  flussi turistici in uscita. La ripercussione per i brand europei, abituati a generare profitti nel vecchio continente proprio grazie agli acquisti dei turisti, è evidente e, se combinata alla difficoltà riscontrata nel seguire i comportamenti e le preferenze dei giovani consumatori in continuo mutamento, fa presagire degli scenari meno rosei dei tempi passati.

Fonte Modaonline

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