Nemo propheta in patria. All’estero vincono le infrastrutture italiane

Sfide Strategiche
ance

Se si guarda alle nuove competenze, le imprese italiane sono apprezzatissime in tutto il mondo per gli interventi in  campo ambientale, dallo smaltimento rifiuti a potabilizzazione e dissalazione delle acque.

Ferrovie e reti idriche ed energetiche, oltre ad autostrade e metropolitane, costituiscono il 70% del portafoglio complessivo delle imprese italiane all’estero. Portafoglio che negli ultimi dieci ha permesso a un intero settore dell’economia di mantenersi in piedi: mentre infatti in Italia le commesse si riducono e il fatturato ripiega (-4,2% nel 2012, ma è dal 2004 che la curva scende o al massimo rimane sullo stesso livello), all’estero si registrano aumenti a due cifre, +11,4% nel 2012, ma sommando gli ultimi otto anni la crescita del fatturato è del 200%. Le ferrovie rappresentano da sempre un’eccellenza italiana, ultimamente però le nostre imprese hanno diversificato maggiormente gli interventi, per cui il loro peso si è ridotto: se nel 2011 costituivano il 31% del fatturato, nel 2012 la percentuale è scesa al 25,8%.

In crescita invece le autostrade, che passano dal 16% al 19,2% del fatturato “grazie a importanti acquisizioni in Russia e negli Stati Uniti, che si uniscono a quelle già esistenti in Australia, Kuwait, Polonia, Argentina, Colombia, Kazakistan”, si legge nel rapporto 2013 dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili). Il valore medio delle commesse alle aziende italiane all’estero è elevato, 84,5 milioni di euro, ma le commesse di grandi dimensioni, cioè di importo superiore ai 500 milioni, rappresentano il 46% del fatturato. In aumento l’importo complessivo dei lavori compresi tra i 250 e i 500 milioni, passati dal 13 al 18%, e quelli appartenenti alla fascia 100-250, mentre per il terzo anno consecutivo cala il peso delle opere di valore inferiore ai 100 milioni, “segno di uno spostamento del mercato verso l’alto”, commenta l’Ance.

Visto che hanno dovuto fare le valigie, le imprese italiane stanno cercando di diversificare al massimo i loro interventi per tipologia e area geografica. Per cui se in passato c’era una prevalenza delle commesse in Africa e nell’America Latina, adesso il “portafoglio” è molto più equilibrato. Il peso dell’America del Sud è passato dal 48% al 15% delle nuove commesse, ma cresce la quota dell’Europa Extra Ue (passata dal 15% del 2011 al 26%) e del Medio Oriente, passato dal 4 al 15,6%.

Tratto da La Repubblica

Cliccando qui potete scaricare il “Rapporto estero 2013: le imprese di costruzione italiane crescono oltre confine” a cura dell’ ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili