Eataly State of Mind – Farinetti è la nostra ossessione

In ascesa
eataly chicago

Lunedì 2 dicembre l’ America avrà un secondo Eataly, dopo New York arriva Chicago. E a metterci la faccia – e i denari – non è solo Farinetti, ma soprattutto tale Joe Bastianich e il  cuoco Mario Batali, che controllano il marchio negli Usa.

Anche l’Illinois si sente pronta per un’evoluzione del gusto al grido di localizziamo il non localizzabile e se i numeri non saranno quelli di New York  restano comunque importanti

- 28 milioni di dollari, 63.000 metri quadrati di cibi e bevande, un grandissimo open space (qui trovate le foto)

- un ristorante separato, Baffo, che aprirà il 10 dicembre. 65 posti a sedere, tovaglie bianche, menù con pasta fresca, salumi e altri prodotti tipici ideati da Batali. Lo stereotipo dell’italiano negli USA, che tanto piace oltreoceano

- il Nutella bar, che sta facendo impazzire gli americani: un bar dove i clienti, rigorosamente in piedi, possono ordinare i vari “piccoli spuntini” con crema di nocciole, come ad esempio crepe e pane tostato

-  una scuola di cucina che aprirà a Febbraio, almeno così dicono le indiscrezioni.

Insomma, se il colosso di Farinetti funziona a meraviglia da noi, dove si respira il puzzo della morte economica a ogni vicolo, difficile immaginarsi un tonfo in terra americana. Al netto, però della variabile Chicago che non ha le stesse caratteristiche di New York, corpo alieno nel territorio Usa.

La domanda è piuttosto se reggerà anche sul lungo termine? Non c’è il rischio che questo massiccio numero di aperture venga a noia e inflazioni il brand?

Soprattutto dopo quanto Farinetti ha detto alla Zanzara, la trasmissione di Radio24:

A settembre lascio Eataly ai miei figli, lascio in mano a persone che sono più brave di me. Ognuno di noi ha dei limiti“. E poi, per ribadire il fatto di essere un grande elettore del sindaco di Firenze: “Anche Renzi dirà che in Parlamento si sta 10 anni e punto. Poi si lascia”.

 

Fonte Dissapore.com