Il Nord-Ovest è il motore dell’export nel terzo trimestre

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Non staremo forse ripartendo?! Dopo otto trimestri consecutivi in calo, il Pil registra dati positivi e sembrerebbe che anche le esportazioni abbiano ripreso ad aumentare dopo tre trimestri di calo diffuso in quasi tutte le aree del Paese.

A fare da traino, tra luglio e settembre, sono state le regioni del Nord-Ovest, dove l’Istat ha registrato un segno «di rilevante espansione», rispetto al secondo trimestre, con un aumento del 3,7%. Più contenuta la crescita congiunturale nelle altre aree d’Italia, ma comunque positiva nel Nord-Est (+1%) e nelle regioni insulari e meridionali (+0,8%), mentre in leggera flessione è risultato l’export nell’Italia centrale (-0,3%).

Le buone performance di quest’ultimo periodo non riescono tuttavia a compensare le consistenti contrazioni registrate nei due trimestri precedenti, soprattutto al Sud, cosicché nel complesso le esportazioni nei primi nove mesi del 2013 risultano in leggero calo (-0,3%) rispetto allo stesso periodo del 2012.

A pesare sul dato nazionale sono soprattutto i risultati registrati tra gennaio e settembre dalle regioni dell’Italia meridionale (-6,1% su base annua) e insulare (-14,3%), con picchi negativi in Sicilia (-14,9%) e Puglia (-15,8%), ma anche l’andamento negativo di regioni come Toscana e Liguria che, pur diminuendo meno, incidono molto sui volumi complessivi. Bene invece le Marche (dove il dato va però letto alla luce dell’export elevato di prodotti semilavorati), che in nove mesi hanno visto aumentare le esportazioni del 12,7%, contribuendo in modo determinante, assieme a Piemonte, Veneto Emilia Romagna e Provincia autonoma di Bolzano, al buon risultato nazionale. Il ruolo trainante delle Marche, sempre sui nove mesi, si conferma sia per le esportazioni verso i Paesi della Ue, sia per quelle verso mercati extraeuropei. Viceversa la Lombardia – che registra nel periodo considerato una sostanziale stabilità – si dimostra più dinamica negli scambi con i Paesi extra-Ue (+1,8%), mentre vede ridotte, della stessa quota, le esportazioni nel Vecchio continente.

Per quanto riguarda i settori produttivi, l’Istat fotografa un’ottima performance tra gennaio e settembre per l’export di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, mentre la contrazione più consistente ha riguardato le vendite di metalli di base e prodotti in metallo.

La rilevazione dell’Istat fornisce un quadro d’insieme anche della dinamica territoriale delle esportazioni nazionali a livello provinciale. Le province con il più elevato contributo alla diminuzione dell’export nazionale nei primi tre trimestri 2013, sono Siracusa (-23,4%), Arezzo (-19,4%), Taranto (-58,5%), Genova (-18,9%), Cagliari (-13,0%), Milano (-1,8%), Roma (-6,5%) e Frosinone (-13,7%). Tra le province che presentano un rilevante aumento delle vendite all’estero, associato a un importante impatto positivo che contrasta la diminuzione dell’export nazionale, si segnalano Latina (+31,6%), Torino (+6,2%), Firenze (+11,9%) e Ascoli Piceno (+53,0%).

Fonte ilSole24ore

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