Limoni, La Gardenia e Bergamotto polo italiano da 400 milioni di ricavi

Sfide Strategiche
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Una quota di mercato del 53,3% nelle catene di profumerie con un totale di 590 negozi e 370 milioni di euro di fatturato aggregato: sono i numeri di Llg Leading luxury group, il più grande polo del beauty di fascia alta in Italia, nato con l’acquisizione da parte del fondo Orlando Italy – già azionista al 50% delle profumerie Limoni – del 100% di La Gardenia Beauty. La nuova service company gestirà e coordinerà le attività commerciali, di comunicazione e di pianificazione strategica delle due insegne di profumerie. Avrà sede a Milano e sarà guidata dal presidente Enrico Ceccato, partner fondatore con Paolo Scarlatti di Orlando Italy, e dall’amministratore delegato Fabio Pampani, dal novembre 2011 ad di La Gardenia Beauty.Per il triennio 2013-15 è previsto un piano di investimenti di oltre 30 milioni per lo sviluppo della rete, sia attraverso la riqualificazione di 300 negozi, sia in nuove aperture.

Una cura che ricalca quella somministrata un anno fa alla Limoni appesantita da 400 milioni di esposizione. Orlando e Bridgepoint hanno versato equity per 20 milioni a testa e la società è stata alleggerita di circa metà del debito, il resto è stato riscadenziato al 2017 da Ing, Intesa Sanpaolo e Bnp Paribas. Limoni e Gardenia resteranno quindi sotto due cappelli societari diversi, con differenti pool bancari di finanziamento. Ma la cabina di regia sarà la stessa. Verrà tenuta a battesimo la Llg (compartecipata fifty-fifty da Limoni e Gardenia) quale service company per la gestione delle reti di negozi e le funzioni corporate, mentre la logistica e il back office rimarranno in capo alle due sedi operative di Bologna e Grosseto. Presidente del board sarà Ceccato, ad Fabio Pampani, ex-dg Ovs chiamato due anni fa a guidare La Gardenia, infine terzo membro del cda e cfo sarà Paolo Frigati, già partner Bridgepoint che ha seguito tutto il riassetto.

Nel perimetro Limoni si apprestano a entrare 50 profumerie in Sardegna che verranno acquistate dal concordato della Bergamotto, un altro network del fondo inglese. Il nuovo gruppo parte con 370 milioni di fatturato atteso a fine anno e un ebitda per la prima volta in terreno positivo. Merito della chiusura di 25 negozi meno redditizi e della rinuncia al business della distribuzione wholesale per altri clienti. Ma c’è ancora da fare. Altri 38 punti vendita usciranno dal perimetro del gruppo entro il primo trimestre del 2014. Sono poi previsti investimenti per 25 milioni in un triennio per riposizionare le profumerie su una fascia di clientela più alta, anche offrendo servizi e trattamenti di bellezza, brand in esclusiva e marchi di proprietà. Il management prevede di risparmiare circa 15 milioni tra costi centrali (non più duplicati tra le due catene) e area commerciale. L’obiettivo è arrivare a 400 milioni di ricavi nel 2016 con un ebitda nel range 8-10% allineato alle altre catene internazionali.

Fonte Il Mondo, Moda24

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