Pitti Uomo 85: il made in Italy in cerca dell’ Eldorado sudamericano

Al debutto
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La moda maschile made in Italy non si è lasciata sopraffare dal contesto congiunturale fragile e complesso che ha pesato anche sul 2013. Come evidenziato dal bilancio preconsuntivo dell’anno diffuso da Smi – Sistema moda Italia alla vigilia di Pitti immagine uomo, il fatturato del comparto dovrebbe attestarsi a poco più di 8,6 miliardi di euro, in crescita di un contenuto 1%.

«In generale, l’industria italiana del tessile-abbigliamento ha dimostrato in questi anni di saper resistere alla crisi meglio dei suoi competitor europei», ha sottolineato a MFF Gaetano Marzotto, presidente di Pitti immagine, «questo, in particolare, grazie alle esportazioni. La principale distinzione che si può fare oggi è, infatti, tra aziende con una forte propensione all’ export e imprese più incentrate sull’ Italia. La vera sfida del domani sarà per queste ultime trovare dei canali di distribuzione all’ estero». Una conferma di ciò giunge anche dai numeri relativi all’ anno che si è appena concluso, durante il quale il menswear made in Italy ha esportato per oltre 5,2 miliardi (+3,7%) a fronte di un sell-out di moda maschile in Italia in calo del 6,7% per la stagione autunno-inverno 2012/13 (il dato più recente disponibile). L’incidenza del fatturato estero sull’ intero 2013 avrebbe peraltro guadagnato un punto e mezzo, passando al 60,5%.

«È per questo che i nostri espositori si aspettano di ricevere a Pitti molte visite internazionali, soprattutto di buyer provenienti dai nuovi mercati asiatici e sudamericani, in particolare da Messico e Brasile, Paese che beneficerà dei prossimi Mondiali di calcio», ha precisato Marzotto, «buyer alla ricerca di novità stilistiche e di quell’ artigianalità che solo il vero made in Italy sa offrire, come evidenziato dalla tendenza dimostrata dalle imprese internazionali a riportare la loro produzione in Italia. Un trend davvero forte nel menswear». Nel dettaglio dei Paesi di destinazione, da gennaio a settembre 2013, i mercati extra Ue hanno sperimentato un incremento del 6,5% con picchi per Cina e Hong Kong, in crescita rispettivamente del 14,6% e del 26%; il mercato Ue è rimasto invece sostanzialmente fermo (+0,3%) con buone performance però per la Germania (+6,2%) e per il Regno unito (+6,8%).

«In Europa la parte del leone in termini di consumi la stanno facendo i turisti, in particolare quelli provenienti dall’Asia, non solo dalla Cina ma anche dalla Corea del sud, dalla Malesia e dall’Indonesia», ha proseguito il presidente. Ed è proprio per favorire l’internazionalizzazione delle imprese che Pitti immagine ha deciso di impegnarsi sostenendo il progetto speciale Firenze città della moda che, dal 17 al 20 giugno, vedrà la realizzazione di un grande evento per il 60° anniversario del Centro di Firenze per la moda italiana, oggi presieduto da Stefano Ricci. Il progetto sarà illustrato alla presenza del sindaco della città Matteo Renzi e del vice-ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda. L’appuntamento andrà a raccogliere sotto un unico cappello tutte le eccellenze italiane, dal food al fashion, passando per turismo e design. Un modo per augurarsi un 2014 di positività. «Sono molto ottimista per il prossimo anno», ha concluso Marzotto, «avremo ancora un primo semestre tranquillo (il turnover del tessile-moda, secondo le stime di Smi, dovrebbe crescere nel semestre del 2,1% con il menswear però più fermo, ndr) ma con picchi di performance per alcuni mercati e una tendenza generale per l’anno verso il miglioramento».

 

Fonte mffashion

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