Furto in casa Escada: Benetton punta l’ex CEO Salzer per dimenticare il brutto 2013

Personaggi sotto i riflettori
Bruno Salzer - benetton

Qualche giorno fa il quotidiano La Repubblica pubblicava il nuovo business gossip che voleva un tedesco a Ponzano Veneto:  per guidare il rilancio Benetton, l’azienda avrebbe scelto Bruno Salzer, CEO di Escada fino a ieri, 20 febbraio.

Al timone di Escada dal luglio 2008, Salzer ha dichiarato che la ristrutturazione della società è stata completata. “Mi piacerebbe perseguire nuove sfide professionali” ha detto il manager a WWD  e ha tenuto a sottolineare che le voci dell’annuncio del suo possibile passaggio a Benetton e le dimissioni da Escada “non hanno assolutamente a che fare l’uno con l’altro. Sono una pure coincidenza”

Altro che coincidenza: è risaputo che due indizi fanno una prova!

Salzer sarebbe il primo amministratore del gruppo di Ponzano Veneto con un’esperienza pluriennale nel settore abbigliamento e anche il primo top manager straniero in casa Benetton. Tutti gli altri amministratori che dalla quotazione ad oggi hanno gestito l’azienda provenivano invece da un percorso professionale diverso che con l’abbigliamento tout court non avevano molto a che vedere.

La nomina dovrebbe essere ufficializzata a fine marzo, quando il consiglio dovrà approvare il bilancio più disastroso della storia del gruppo veneto di abbigliamento. Dalla quotazione del 1986 fino al delisting da Piazza Affari che risale al maggio 2012, Benetton ha chiuso in perdita solo una volta per motivi tecnici e di natura straordinaria

Nel 2002 a causa della svalutazione dei marchi sportivi Nordica, Prince e Rollerblade, il gruppo registrò una perdita di 10 milioni, mentre nel 2013 il rosso dovrebbe essere di entità ben maggiore. Nonostante le plusvalenze legate alla cessione di due importanti cespiti immobiliari come quello di Roma e quello di Tokyo, la società ha risentito in maniera pesante della crisi dei consumi che ha colpito più duramente i Paesi del mediterraneo dove Benetton realizza la maggior pare dei suoi ricavi.

È anche vero però che nelle stesse aree rivali come Zara e H&M hanno sofferto meno il crollo dei consumi, pertanto il gruppo italiano oltre a una migliore distribuzione geografica dovrà rivedere anche il suo modello di business. In quest’ottica la famiglia sarebbe determinata a fare un passo indietro delegando a un management indipendente il delicato processo di risanamento dell’azienda che porta il proprio nome.

La società di consulenza a dicembre aveva presentato a Edizione un progetto di scissione in tre della Benetton Group, che ora Salzer sarà chiamato a eseguire anche se il suo mandato dovrebbe prevedere un focus sulla parte commerciale del gruppo di abbigliamento. Nell’ambito del riassetto votato ad unanimità dalla famiglia è inoltre previsto la separazione in un divisione ad hoc delle attività industriali e di quelle immobiliari del gruppo.

 

Fonte Repubblica, WWD

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