I due fuochi di Limoni Profumerie: riorganizzazione e tutela dei lavoratori

In caduta
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Dalle parole ai fatti, ovvero la riorganizzazione di Limoni Profumerie, la più grande catena italiana di negozi di profumeria, che dal 2008 ha toccato il fondo più volte e lo scorso anno è confluita insieme a La Gardenia nella società LLG, Leading Luxury Group, primo player del mercato italiano nel settore beauty.

A giugno la procedura di licenziamento dei 120 dipendenti si era conclusa con il trasferimento di 20 di loro nella sede di Milano e un’altra parte in cassa integrazione straordinaria. Per i sindacati ora si parla di un possibile trasferimento di 60 lavoratori dalla sede bolognese a Grosseto, dove ha sede La Gardenia e dove sono stati già trasferiti  gli uffici.

Tutto ciò ha portato gli operai di Limoni Profumerie dello stabilimento di Bentivoglio a 32 ore di protesta, organizzando un presidio davanti ai cancelli dell’azienda e  chiedendo garanzie sul futuro dell’impresa e chiarimenti sulla riorganizzazione dopo le vicende giudiziarie dell’ex patron Borghetti.

In un comunicato l’azienda ha spiegato che “Il futuro del polo bolognese ‘non è definito’ ed è impossibile conoscerne l’evoluzione poiché, come specificato più volte durante gli incontri con le organizzazioni sindacali, tale evoluzione dipenderà esclusivamente da analisi organizzative e tecniche le cui finalità sono il miglioramento dei processi operativi, delle risultanze economiche della società e della massimizzazione dei livelli occupazionali di tutte le società coinvolte nel processo di riorganizzazione”

 

Credit Il Fatto Quotidiano, Radio Città del Capo, Il Resto del Carlino

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