Ittierre diventa ufficialmente OTI Officine Tessili Italiane

Al debutto
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Le vicende legate alla Ittierre paiono essere arrivate a una conclusione. Magari con strascichi giudiziari che coinvolgono ancora l’imprenditore e fondatore di Ittierre, Tonino Perna, ma sull’azienda si sono spente le luci. Il giudice delegato del tribunale di Isernia ha omologato il concordato da 90 milioni di euro che diventa così esecutivo: l’Ittierre va in liquidazione e nasce la new co che si chiamerà Oti (Officine tessili italiane) e che sarà guidata dall’imprenditore Antonio Rosati, vice presidente del Genoa Calcio e a capo della Hdc Holding (nautica, metallurgia, immobiliare).

L’imprenditore aveva sperato di ripartire con la nuova realtà a giugno ma c’è stato un rinvio per l’omologa. Le attività ripartiranno con un organico di 50-100 dipendenti che, a regime, diventeranno 250

I tempi si sono dilatati sia per un difetto di notifica ad alcuni creditori rumeni, sia, almeno inizialmente, per dare tempo ai creditori di esprimersi. I creditori hanno poi accolto favorevolmente il piano di Rosati che prevede di riprendere le attività con un organico di 50-100 dipendenti che, a regime, diventeranno 250 (erano 750 in origine), un paio di licenze e un paio di produzioni e l’obiettivo di continuare a crescere con nuove licenze. L’investimento iniziale sarò compreso fra 1 18 e 21 milioni di euro. Adesso, quindi, si spera che a settembre le attività possano riprendere.

Il gruppo It Holding produceva capi di abbigliamento con i marchi Gianfranco Ferrè, Malo, Romeo Gigli, Just Cavalli, Dolce & Gabbana. Quando Tonino Perna venne arrestato per un’accusa di bancarotta fraudolenta e per reati fiscali vari, il valore del crac societario aveva raggiunto i 60 milioni di euro

 

Fonte Fashion United

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