Ultimi ritocchi per la Milano Fashion Week, peccato per Armani…

Al debutto
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Milano si prepara per la settimana della moda e puntuali sono arrivati i dati di settore elaborati dalla Camera nazionale della moda italiana e presentati dal presidente Mario Boselli: il fatturato 2014 dell’industria della moda sarà di 61,9 miliardi, in crescita del 4,2% sul 2013, bene l’export (+4,8%), con 47,389 miliardi, nonostante i problemi legati alla Russia e  all’incertezza geopolitica più in generale.

Quanto alla settimana della moda, l’ad della Camera Jane Reeve, ha presentato il calendario dove una delle note dolenti è stata la sfilata di Giorgio Armani, anticipata da lunedì 22 a sabato 20, che ha di fatto accorciato il calendario di Milano moda donna. Armani da diverse fashion week sfilava con la prima linea nell’ultimo giorno, vincolando la stampa internazionale a restare a Milano nel giorno in cui in passerella andavano anche giovani talenti. Anticipando la sfilata sarà difficile trattenere a questo punto compratori e giornalisti stranieri in mancanza di un nome forte. Così è scattata la corsa delle griffe al posto migliore e chi non è stato accontentato è uscito dal calendario. E’ il caso di Luisa Beccaria: “Mi avevano proposto di sfilare domenica alle 17 – racconta la stilista – ma i giornalisti stranieri mi hanno detto che partono tutti proprio quel giorno, subito dopo Dolce e Gabbana, così mi sono dovuta spostare fuori calendario alle 12.15“.

Mario Boselli ammette che “senza i grandi stilisti non c’è storia: la gente resta se i grandi presidiano la settimana.  Armani ha fatto la sua scelta, sempre legittima, ma ci sono altri grandi nomi del made in Italy che potrebbero fare quello che faceva lui: mettersi all’ultimo giorno per trattenere tutta la stampa internazionale in città fino alla chiusura di Milano moda donna“.

 

Fonte Moda 24, La Stampa

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