VicenzaOro Fall al via, si temono le sanzioni russe

Al debutto
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Prosegue il momento positivo dell’oreficeria italiana. Nel primo trimestre dell’anno, complice anche il calo del prezzo dell’oro, le imprese orafe hanno registrato una accelerazione sia dei fatturati che delle esportazioni. Pesa, però, la forte preoccupazione per le conseguenze delle crisi internazionali in atto, il cui effetto, secondo gli operatori, si sta già facendo sentire. È in questo contesto che si apre da sabato VicenzaOro Fall, la manifestazione fieristica che fino al 10 settembre raggruppa nella città veneta 1.200 brand provenienti da 30 Paesi e da tutti i distretti italiani.

Da gennaio a marzo 2014 i ricavi complessivi del settore hanno registrato un aumento del 17,1%, mentre le esportazioni sono aumentate del 10,4% (rispetto al dato medio del 2013), con una buonissima performance dei gioielli in metalli preziosi che registrano una crescita delle esportazioni del 12% in valore e del 20% in quantità. Tra i Paesi di sbocco, si confermano come principale destinazione gli Emirati Arabi, che hanno segnato un aumento del 38,1%, territori di transito per l’India, il Nord Africa e l’Oriente (da Dubai passa il 40% dei flussi mondiali dell’oro). Ma crescono anche Hong Kong (+110,3%), Regno Unito (+36,6%) e Spagna (+17,1%), mentre resta deludente il mercato tedesco e crolla la Cina (-88,1%). Secondo i dati del Club degli Orafi Italia elaborati da Intesa Sanpaolo, restano fermi i consumi interni, su cui le attese sono ulteriormente negative, e sul fronte dei distretti industriali vanno bene Arezzo e Alessandria, ma Vicenza nei primi tre mesi dell’anno cede il 4,7% in milioni esportati.

Le prospettive future, però, sono dominate dall’incertezza sulla tenuta del ciclo mondiale, con il mancato rafforzamento della congiuntura europea e le tensioni geopolitiche emerse in Ucraina e in Medio Oriente, e dalle possibili ripercussioni delle ipotizzate sanzioni russe anche per la gioielleria (dopo i prodotti alimentari e dell’abbigliamento). Si tratta di mercati importanti: se per la Russia l’export di gioielli conta per meno dell’1% (49,6 milioni di euro) è però vero che nel 2013 è aumentato del 15% il valore unitario; significa che i russi comprano meno quantità, ma prodotti a più alto valore. Mentre per il Medio Oriente il discorso è diverso: l’export tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, che praticamente assorbono tutto il Medio Oriente, vale 1,2 miliardi di euro e incide sul totale del settore (6,2 miliardi) per il 20,7%. «In questo contesto di luci e ombre – dice Augusto Ungarelli, presidente del Club degli Orafi – le imprese italiane dovranno sempre di più coniugare l’eccellenza manifatturiera a una maggiore capacità di presidiare i mercati internazionali, potenziando funzioni commerciali e presenza locale».

Fonte Moda24

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