Affari di famiglia, luci e ombre di 5 aziende italiane

Personaggi sotto i riflettori
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In Italia le imprese familiari sono il  modello più diffuso, ma spesso i conflitti interni di governance rischiano di fal saltare tutto (quotazioni, titoli, o le aziende stesse. Ecco quindi 5 brevissime storie tra impresa e gossip

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Luxottica Fino a pochi mesi fa, il fondatore Leonardo Del Vecchio era additato a modello: già da tempo aveva delegato la gestione ai manager, suddividendo il capitale della holding di famiglia – la lussemburghese Delfin – tra i sei figli, avuti da tre diverse compagne, strutturando tutto in modo che nessuno di loro potesse defenestrare i fratelli troppo facilmente, o metterne uno in minoranza al fine di ledere i suoi diritti. In seno alla dinastia Del Vecchio si starebbero rivedendo i diversi “rapporti di forza” tra i 6 figli del fondatore e l’attuale compagna di Leonardo Del Vecchio

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Esselunga Il fondatore Bernardo Caprotti ha litigato con i figli avuti dalla prima moglie riprendendosi le azioni che aveva girato loro anni fa. Ne è nata una vertenza giudiziaria che rischia di durare anni e di bloccare ogni futuro assetto dell’Esselunga, visto che di mezzo ci sono anche la seconda moglie di Caprotti e la figlia nata dal loro matrimonio. E chissà che vendere, alla fine, non sia la soluzione in grado di mettere tutti d’accordo. Nel futuro di Esselunga forse la vendita alla Cina, almeno secondo indiscrezioni di Milano Finanza

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Massimo Zanetti Beverage Group per l’imprenditore veneto del caffè questo è un periodo complicato. La sua Mzb è la più grande multinazionale italiana del caffè, con oltre un miliardo di ricavi, realizzati per lo più all’estero. Ma a causa dei cattivi rapporti con i fratelli, che affondano le radici nel 1974,  Massimo vuole affrontare la successione con la quotazione in Borsa

 Gildo, Anna and Paolo Zegna acknowledge applause at the end of the Ermenegildo Zegna Fall/Winter 2010/11 Men's collection during Milan Fashion Week

Ermenegildo Zegna, storico marchio biellese dell’abbigliamento da uomo, è ormai arrivato alla terza generazione, con i due rami familiari del figlio del fondatore che sono rimasti al fianco l’uno dell’altro durante gli avvicendamenti che hanno portato al vertice i cugini Ermenegildo e Paolo. Il gruppo ha chiuso il 2013 con 1,270 miliardi di euro di fatturato e ha concluso recentemente l’acquisizione della fattoria australiana Achill di Charlie Coventry nel New England, dove vengono allevate le pecore Merino, fra le più pregiate al mondo

The-Gucci-Family

Gucci pacchetti di controllo ottenuti con il falso, fughe all’estero per evitare l’arresto, riunioni di famiglia trasformate in risse (Paolo Gucci ha persino denunciato i parenti per avergli tirato in faccia un registratore nel corso di uno di questi incontro) e cause incrociate. E la morte di Maurizio nel ’95, ucciso da un killer pagato dalla prima moglie Patrizia Reggiani, il rampollo senza scrupoli, che ha anteposto le vendette familiari al bene dell’azienda. Per salvare l’azienda fiorentina fondata nel 1921 – che rischiava di portare i libri in tribunale- i cugini Gucci sono stati costretti a vendere nel ’93 le quote alla finanziaria anglo-araba Investcorp che l’ha trasformata in public company

 

Fonte Sole24Ore, L’Espresso, Milano Finanza, Moda24

 

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