Beauty Point: fine della corsa o restart con La Gardenia?

In ascesa
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La crisi, prima di tutto. E poi le difficoltà di settore, con l’avanzamento di diversi piani di concordato già bocciati, ma presentati per provare ad evitare il fallimento e dare una speranza alle centinaia di lavoratori e lavoratrici del gruppo. Questa, in sostanza, la storia trentennale di Beauty Point, guidata dai fratelli Laura e Gianluca Cerasoli.

Come ha spiegato al Corriere della Sera Luca De Zolt, che si occupa della vicenda per conto di Filcams-Cgil, l’azienda è una realtà a gestione familiare e questo ha comportato difficoltà nell’ intervenire rapidamente nella crisi. All’origine di tutto c’è stata la difficoltà nell’accesso al credito con le banche, che ha messo in difficoltà l’azienda pressata dalla crisi.

Sullo sfondo il gruppo Gardenia ha avanzato una proposta d’acquisto limitata a 27 negozi sui 50 punti vendita diretti appartenenti alla società laziale, facendo ricadere la scelta sui punti vendita più performanti e meno sovrapponibili territorialmente ai negozi Limoni e Gardenia, in attesa dell’ esito della richiesta di concordato

Allo stato attuale, però, i continui rinvii in tribunale potrebbero finire per provocare un ulteriore deterioramento della situazione. L’esposizione dell’azienda dei fratelli Cerasoli potrebbe aggravarsi con il passare dei mesi, e compromettere il buon esito della proposta di concordato di Gardenia, provocando così il fallimento della società. A più di un anno dalla chiusura dei primi negozi, il Tribunale di Tivoli ha rinviato a domani, 28 ottobre la decisione sulla domanda di concordato presentata dalla società guidata dalla famiglia Cerasoli.

Questa storia va ad inserirsi in un settore, quello del beauty, che nell’ultimo periodo non ha fatto registrare risultati brillanti, almeno in Italia. Nel 2013 il valore del mercato cosmetico italiano ha superato i 9.500 milioni di euro con un calo dell’1,2%. Tuttavia il settore beauty viene considerato aciclico: pur dovendo registrare gli effetti di una crisi lunga, specialmente sul mercato interno, il confronto con l’andamento nazionale degli indicatori corrispondenti conferma sempre una posizione migliore.
Fonte: Corriere della Sera, BeautyBiz

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