Shopping made in Italy, i russi viaggiano con il freno tirato

In caduta
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Il segmento dell’abbigliamento intimo da donna è quello più colpito dalla  flessione delle esportazioni italiane di moda. Nei primi otto mesi del 2014 il calo è stato del 20,8%, il più significativo, appunto, tra le diverse categorie merceologiche del sistema tessile-moda.

L’analisi, elaborata dal centro studi di Sistema moda Italia su dati Istat, evidenzia che da gennaio ad agosto l’export italiano verso la Russia – terzo cliente – è sceso del 9,4% a 868 milioni di euro. Con un andamento negativo ma sostanzialmente in linea con i mesi precedenti. Nell’intero 2013, il conto finale era arrivato a 1,456 miliardi, con un aumento del 4,4% sul 2012. E pochi milioni in meno era stato il surplus della bilancia commerciale: 1,449 miliardi, mentre nei primi otto mesi 2014 siamo a 861 milioni.

La forte frenata non è ovviamente causata da una perdita di competitività dei brand italiani nell’arena competitiva del lusso: secondo il Trade performance index Unctad/Wto 2013, l’Italia è leader mondiale in tre settori chiave dell’industria della moda, cioè l’abbigliamento, i prodotti in pelle e cuoio, e il tessile. La leadership è trainata proprio dal top di gamma, segmento nel quale il nostro Paese concentra le esportazioni, in particolare verso la Russia.

È invece molto probabile che sulla flessione, che penalizza anche l’industria calzaturiera e  della pelletteria, incidano molteplici fattori tra cui

- ritorsioni alle sanzioni occidentali contro la Russia di Vladimir Putin per il caso Ucraina

- la svalutazione del rublo, che ha perso il 29,8% nei confronti dell’euro da inizio anno

- sentiment negativo determinato da una stima del Fondo monetario internazionale sull’inflazione all’8,3% per l’anno in corso.

Claudio Marenzi, presidente di Sistema moda Italia ha sottolineato che “le prospettive  non sono purtroppo positive [...] del resto, i russi sono molto patriottici e se ricevono indicazioni anche informali dal proprio Governo vi si adattano senza battere ciglio. Le strade più importanti dello shopping come il Quadrilatero di Milano e via Condotti stanno risentendo parecchio di questa frenata, così come gli alberghi e i ristoranti. Per noi i russi sono e resteranno una grande risorsa. Tra il 2013 e il 2019 l’aumento dei ricchi in Russia sarà di 5,4 milioni di individui, persone che iniziano a emergere dal punto di vista finanziario anche in città come San Pietroburgo, Samara, Ekaterinenburg. Mi auguro di cuore che l’invito per Expo 2015 del premier Matteo Renzi al presidente Putin abbia proprio l’obiettivo di mettere a punto una politica diplomatica più inclusiva nei confronti della Russia rispetto a quel che ora ci impongono gli Usa“.

 

Fonte Moda24

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