Hampton Creek e la maionese senza uova che ha fatto tremare Unilever

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La proposta di Hampton Creek è apparsa subito di portata rivoluzionaria, al punto da aver attratto interesse, polemiche e, aspetto tutt’altro che secondario, investimenti milionari: rimpiazzare le uova di origine animale nell’ alimentazione, sostituendole con prodotti ricavati da vegetali. Stesso sapore, stesse funzionalità culinarie, ma con un apporto calorico più salutare e, addirittura, con un risparmio sui costi molto vicino al 50%

 

A ciò si aggiunge, inoltre, il completo superamento dell’allevamento intensivo e di tutte le problematiche, economiche ed etiche, legate a questa procedura. Un’idea, quindi, capace di spalancare enormi opportunità di mercato, se si considera per esempio il vasto campo di impiego delle uova nell’ industria alimentare, oppure le esigenze di vegetariani e vegani.

Non a caso, referenze come la maionese vegetale Just Mayo, e i dolci Just Cookie Dough, sono già commercializzati in numerosi punti vendita di insegne del calibro di Walmart, Costco, Whole Foods, Tesco, Target e Dollar Tree. Un successo così rapido e su larga scala da aver suscitato, in un primo momento, la dura reazione di Unilever, con tanto di contenzioso legale e richiesta di risarcimento danni. A Hampton Creek veniva imputato di etichettare maionese un prodotto che invece non contiene uova, contravvenendo così alla definizione ufficiale formulata dalla Food and Drug Administration. Nelle ultime settimane, tuttavia, la multinazionale ha cambiato decisamente rotta, spiegando che condivide con l’azienda lo stesso impegno sul fronte della sostenibilità. Per la start up fondata dal visionario Josh Tetrick, in ogni caso, le buone notizie non sono finite qui. Di recente, infatti, ha incassato ben novanta milioni di dollari di finanziamento, grazie all’interesse di cinque investitori miliardari, tra cui Eduardo Saverin, co-fondatore di  Facebook . Una spinta ulteriore per i piani di espansione aggressiva in Europa occidentale e nella regione dell’Asia-Pacifico.

L’Entrepreneur Magazine li ha inseriti nella lista delle 100 società più brillanti (Brilliant Companies), la CNBC nell’elenco dei 50 Disruptor (innovatori particolarmente dirompenti), Popular Science le ha conferito il Best of What’s New 2013 Grand Award.

Fonte Foodweb.it

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