Lusso 2.0 e (r)esistenza dei negozi multibrand

Sfide Strategiche
luisaviaroma2

… sembrava che per i multibrand italiani di fascia alta la strada fosse in qualche modo segnata. Ma chi ha saputo rinnovarsi e ridisegnare i propri contorni attorno a una shopping experience di nuova generazione, aprire nuovi punti vendita in una fase in cui molti invece hanno chiuso definitivamente le serrande, e ridisegnare la propria immagine per diventare un brand a tutti gli effetti ben riconoscibile a livello internazionale ha avuto la meglio. Non solo. È stato in grado di mettere a segno fatturati in crescita nel corso del 2013, che hanno ampiamente controbilanciato la performance piuttosto debole della maggior parte delle piccole e tradizionali insegne di multibrand di lusso in Italia. Su questo ha influito anche il fenomeno del cosiddetto “parallelo”, ossia la scelta di alcune boutique di vendere all’estero, con regolare fattura, prodotti griffati delle loro boutique. La fotografia è stata scattata da Pambianco Strategie di Impresa prendendo in considerazione l’andamento di 40 multimarca di fascia alta lungo lo Stivale. Ebbene, il fatturato globale registrato nel corso dell’esercizio fiscale 2013 dal panel dei multibrand analizzati è passato da 581,8 milioni di euro nel 2012 a 605,5 milioni nel 2013 con un incremento del 4,1% mentre il dato riguardante l’ebitda è rimasto sostanzialmente invariato (23 milioni contro i 23,5 dell’anno precedente). Su 40 multibrand, la metà ha chiuso il bilancio con un incremento più o meno sostanzioso delle vendite mentre la parte bassa della classifica mette in evidenza la debolezza di gran parte degli store italiani che hanno risentito della diminuzione del flusso di clienti italiani high spender.

Oggi, è innegabile, il mercato domestico è in crisi – ha raccontato a Pambianco Magazine Mario Dell’Oglio, neo presidente della Camera Italiana Buyer Moda – ma il nostro expertise nel brand mix e nello style mix è invisibile. La chiave per crescere anche per noi rivenditori è internazionalizzarsi e il grande volàno per raggiungere questo scopo è il web. Chi ha già intrapreso questa strada, primo tra tutti Luisaviaroma (che ha ormai raggiunto i 30 milioni di visitatori all’anno nel 2012 e che non è stata inserita in questa classifica perché, in virtù del suo core business online, risulterebbe disomogenea rispetto agli altri multibrand italiani, ndr) continua a raccogliere importanti frutti”.

Fonte Pambianco news

Tag: