Fast food o slow food? In medio stat casual dining

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Secondo un recente studio curato da EY UK l’andamento del mercato della ristorazione e del casual dining avrà nei prossimi anni un ruolo chiave per l’economia. In particolare i dati presentati nel “Restaurant and Casual Dining Insight Report” confrontano le tendenze e le performance dei vari segmenti del mercato della ristorazione. Il segmento del casual dining è quello che sta sperimentando i più alti tassi di crescita del settore. Il format alternativo, che funge da giusto compromesso tra la ristorazione tradizionale e il fast food, risponde ad un cambiamento culturale in atto nelle abitudini di chi consuma un pasto fuori casa: maggior ricerca della qualità, attenzione al rapporto qualità – prezzo, importanza della social experience e dell’atmosfera.

Mentre il casual dining cresce dell’11,6% all’anno, i ristoranti “tradizionali” sperimentano una tendenza inversa, con un decremento dell’affluenza dell’ 11% dal 2009. Le performance di crescita sono migliori anche rispetto al fast food, che è cresciuto del 4,2% negli ultimi 5 anni.

La capacità di spesa del consumatore per la ristorazione è d’altronde in crescita ogni anno: la spesa media dedicata al food aumenta mentre diminuiscono le risorse destinate ad altre aree del leisure come i viaggi. Quello del casual dining è un modello che ha origine principalmente in UK (con brand affermati quali Gourmet Burger Kitchen, Strada, Carluccio’s, Giraffe) e in America (secondo una recente classifica di Forbes The Cheesecake Factory, Texas Roadhouse, Olive Garden) ma che sta vedendo i primi ambiti di sperimentazione anche in Italia, con numerosi casi di successo ( America Graffiti, Cigierre con il marchio Old Wild West, Foodation). Sul mercato domestico esistono interessanti potenzialità gastronomiche e di prodotto, ma manca ancora uno slancio imprenditoriale più deciso: molte delle attività ristorative sono di famiglia e tali tendono a rimanere. La sfida dei prossimi anni si giocherà sulla presa di coscienza da parte degli imprenditori delle potenzialità che offre il settore e sull’effettiva capacità di catturarle e valorizzarle attraverso operazioni che, con il supporto di investitori e modelli manageriali, possano tradursi in progetti di crescita e sviluppo vincenti sia in Italia che all’estero.

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