Per Prada primo calo degli utili, quanto ha impattato la campagna cinese anti corruzione?

In caduta
Prada Plans Hong Kong Stock Exchange Listing Later This Year

Primo calo dei profitti annui per Prada dalla quotazione ad Hong Kong quattro anni fa. La maison italiana ha visto scendere i ricavi dell’1% e scivolare l’utile netto del 28% nel corso del 2014 mentre l’Ebitda si è attestato a 954,2 al 26,9% sui ricavi netti,in calo dello 0,5%

 La riduzione è legata sia al calo di vendite in Europa ma soprattutto in Cina, dove secondo gli analisti è stato causato dalla campagna anti-corruzione lanciata dal governo tre anni fa: il mercato asiatico, che assorbe il 35,7% delle vendite totali di Prada, nell’ ultimo anno è diminuito del 3,1 per cento. Considerato che il calo delle vendite in Europa è causato in parte dalla crisi economica e in parte dalla diminuzione del turismo proveniente dall’Asia, si può dire che la crisi di Prada è legata in buona parte all’Asia e soprattutto alla Cina. Negli Stati Uniti e in Giappone l’azienda ha invece aumentato la vendita al dettaglio, cosa che non è stata però sufficiente a controbilanciare il calo di profitti in Asia.

Prima della campagna anti-corruzione, in Cina erano molto diffuse diverse pratiche per corrompere i dirigenti del governo cinese: banchetti dispendiosi, viaggi in hotel a cinque stelle e regali di lusso. La riforma li ha resi più facili da tracciare e punire: tra le conseguenze c’è stata anche ladiminuzione dei viaggi dei ricchi dell’entroterra a Macao, l’unica città cinese in cui i casinò e il gioco d’azzardo sono legali. Lo stesso è accaduto a Hong Kong, dove il turismo è stato indebolito soprattutto dalle proteste anti-governative: nel 2014 i manifestanti hanno bloccato le strade principali della città, occupandole per 79 giorni. Il risultato è stato un notevole calo delle vendite dei beni di lusso a Hong Kong e Macao, che si sono parzialmente riversate nella Corea del Sud, nuova meta di molti ricchi e dirigenti cinesi: qui Prada dice infatti di aver registrato un aumento delle vendite. La diminuzione dei profitti di Prada in Cina è anche legata però a un minor interesse verso il marchio da parte dei clienti orientali – sempre più interessati a prodotti sofisticati, di nicchia e senza grossi loghi – e ai tassi di cambio sempre più volatili. Prada infine è stata colpita anche dall’aumento dell’aliquota fiscale, passata dal 30,9 per cento dell’anno prima al 31, 2 per cento del 2014.

Gli effetti della campagna contro la corruzione – che si erano già visti nei dati del primo trimestre del 2014 – non hanno interessato soltanto Prada, ma anche altri marchi del settore, come per esempio la società rivale LVMH che vende i prodotti di Louis Vuitton e Christian Dior: a febbraio ha annunciato i ricavi dell’anno prima registrando una contrazione delle vendite in Cina e a Hong Kong. Lo scorso mese Prada aveva anticipato alcuni dati sulle vendite, spiegando che il mercato di Macao e quello di Hong Kong – quelli più colpiti dalle misure anti-corruzione cinesi – si erano deteriorati «in modo significativo». Oggi ha commentato dicendo il gruppo «sta lavorando per contenere i costi nel breve periodo e prendere nuove misure che aumenteranno l’efficenza globale degli affari».

Fonte ilpost.it

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