PT Pantaloni Torino pronta per la quotazione su AIM

Al debutto
PT torino

I pantaloni Cover 50 sembrerebbero pronti ad approdare in Borsa. Entro l’estate la società torinese, che nel 2014 ha fatturato 24 milioni di euro, farà il salto per finanziare crescita ed espansione all ’estero. Secondo fonti finanziarie, la quotazione sarà sul l’Aim di Piazza Affari, il segmento dedicato alle piccole e medie imprese. Bim, in qualità di nomad (sponsor), accompagnerà in Borsa il gruppo, guidato dall’amministratore delegato Edoardo Fassino, mentre Adb agirà da advisor (consulente finanziario).

L’avventura di Cover 50 parte nei primi Anni 70 quando Pierangelo Fassino decide di dare una svolta trasformando l’azienda di famiglia, specializzata in tessuti, in un produttore di pantaloni. Il marchio di riferimento del gruppo diventerà Pt Pantaloni Torino. Negli Anni 80 Cover 50 cresce sviluppando prodotti di fascia media, ma negli Anni 90 le cose si complicano a causa di concorrenti europei e soprattutto del Far East, sempre più agguerriti che puntano sul low cost. A quel punto Pierangelo ed Edoardo, che in quegli anni era appena entrato in azienda, decidono di cambiare strategia ancora e fanno una scelta drastica: lanciano pantaloni di fascia più alta per far crescere il marchio. Una scelta rischiosa che ha permesso di salvare e rilanciare l’azienda, sviluppando 3 marchi: Pt01, pantaloni informali e creativi, poi è la volta dei jeans, con il denim Pt05, da ultimo i Pt01 donna.

Nello stabilimento torinese ogni anno vengono prodotti oltre 300 mila capi, con una crescita media annua dei ricavi del 18% grazie a una rete di oltre 1000 punti vendita fra Italia e resto del mondo. L’export assorbe il 60% del fatturato aziendale: il Giappone è il primo mercato, pesa circa 5 milioni di euro, seguito da Germania, Olanda, Belgio e anche Russia.

Nei piani futuri di Cover 50 c’è l’apertura di atelier in America e in Cina, con un piano di sviluppo volto più alla crescita interna piuttosto che ad acquisizioni estere.

Fonte La Stampa, Pambianco, La Repubblica

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