Exporissa 2015, SlowFood vs Mc Donald

In caduta
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Noi siamo soddisfatti e orgogliosi di servire in Expo 6000 pasti giornalieri di qualità e a un prezzo accessibile, con ingredienti che provengono dagli agricoltori italiani, migliaia di persone ci scelgono liberamente, magari dopo essere passate a visitare l’immenso, triste e poco frequentato padiglione di Slow Food”

Inaugurando il Padiglione Slow Food, associazione che ha fondato, Carlin Petrini aveva criticato la presenza di McDonald’s all’interno di un’esposizione universale che è dedicata a cibo e sostenibilità del pianeta:

“Quando il commissario Giuseppe Sala dice che a Expo c’è posto per tutti, che ospita Slow Food e McDonald’s insieme, a me viene un’aritmia. Perché davanti a chi vende un panino con la carne a un euro e venti come si fa a spiegare il valore e i prezzi di chi alleva e produce secondo certi criteri? In tutte le città del mondo esiste Slow Food ed esiste McDonald’s, è importante capire la differenza che c’è tra il prezzo e la qualità”. 

l fondatore di Slow Food è stato critico anche con Expo, che ha definito un’opportunità persa per mancanza di contenuti, disapprovando le scelte di alcuni paesi che con i loro padiglioni “ostentano opulenza in un mondo in cui si muore di fame“.

Ma a prendersi tutta la scena è la risposta di McDonald’s, simbolo del fast food multinazionale, in passato protagonista di altri battibecchi con Slow Food ma mai con questo livello di arroganza e violenza verbale.

Ci domandiamo perché chi proclama l’importanza della biodiversità non accetti poi l’idea della diversità dell’offerta, e soprattutto non dimostri rispetto per la libertà e la capacità di scelta delle persone. L’ideologia non sfamerà il pianeta. Slow Food oggi è una grande realtà internazionale, una specie di multinazionale: è triste pensare che abbia ancora bisogno di opporsi a McDonald’s per darsi un’identità”

Che i due mondi fossero del tutto inconciliabili c’erano pochi dubbi,peccato che l’organizzazione Expo non è stata previdente neanche dal punto di vista logistico, dislocando i due padiglioni, uno, quello di Slow Food con finalità soltanto educative, l’altro quello di McDonald’s, che in pratica ripropone uno dei suoi ristoranti, a pochi metri di distanza.

La tregua è durata tre settimane. Al catalogo di un’esposizione già molto controversa ora possiamo aggiungere l’Exporissa. Sotto gli occhi del mondo.

Articolo tratto da Dissapore

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