Fenomeno reshoring, il made in Italy torna in Italia?

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Dal 2008 al 2014  il sistema moda ha perso 97mila addetti e 8mila imprese, con un fatturato che è passato da 54,7 a 52,3 miliardi. Tuttavia fattori come l’indebolimento dell’euro verso il dollaro, l’aumento del costo del lavoro nel Far East, gli incentivi all’innovazione in Italia e la necessità del controllo della filiera stanno favorendo le condizioni per il reshoring,ovvero la  rilocalizzazione del processo produttivo in Italia. Le aziende stanno riprendo stabilimenti in Italia perché il vantaggio economico del produrre all’estero è diminuito e i mercati richiedono molto più spesso prodotti 100% made in Italy.

E’ in questo scenario che si inserisce quindi il “Progetto reshoring” che vede tra i promotori Sistema moda Italia e PwC Advisory in qualità di gestore tecnico. Il progetto mira a creare le condizioni necessarie per il rientro delle produzioni in Italia e per l’aumento della produttività in due aree pilota, Puglia e Veneto e a promuovere interventi di assistenza alle imprese e di riqualificazione e formazione del personale attraverso la costituzione di un’accademia.

Secondo l’osservatorio PwC, il 76% delle aziende monitorate ha modificato, o ha intenzione di farlo nei prossimi tre anni, il parco fornitori e negli ultimi dieci anni, nella maggior parte dei casi, meno del 25% della produzione è fatto in Italia. Si delocalizza soprattutto in Cina, anche se come destinazione è in calo dal 2004 al 2014 a causa dell’aumento del costo del lavoro; mentre crescono Turchia, Nord Africa ed Est Europa che consentono di avvicinare la produzione all’Italia e ridurre i costi di trasporto. Anche perché il fattore time-to-market sta diventando sempre più determinante per le aziende: rispondere velocemente alle richieste dei consumatori è un fattore chiave di successo e chi riesce a farlo ha un vantaggio enorme rispetto ai concorrenti. È necessario, dunque, trasferire almeno parte delle produzioni in prossimità con cicli più veloci per mantenere il passo dei mercati.

«In questo quadro – ha spiegato Erika Andreetta, partner di PwC - le aziende italiane osservate stanno prendendo in seria considerazione il reshoring. È interessante notare che, se ci fossero le condizioni giuste, l’89% del campione sarebbe disponibile a fare rientrare le produzioni in Italia. Il reshoring rappresenta un’occasione formidabile per ripensare il modello del settore e la sua sostenibilità e riqualificare le produzioni italiane dando loro il valore che meritano»

Fonte Moda24, L’Espresso

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