Le esportazioni salvano il 2015 dei comparti moda e beauty

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Nonostante uno scenario economico mondiale molto complesso, la vocazione alle esportazioni del made in Italy sarà l’ancòra di salvezza anche per il 2015. E a rafforzare un quadro già emerso dai dati elaborati da Smi-Sistema moda Italia sui primi nove mesi del 2015 sono ora anche le stime sull’anno che sta per avviarsi verso il termine di Cosmetica Italia e di Aimpes.

L’importanza cruciale dell’export per il sistema tessile-moda non è una novità di questi ultimi mesi: proprio quest’anno le vendite verso i mercati oltre confine hanno tagliato il traguardo del 55% di incidenza sul turnover complessivo.

La dinamica positiva del commercio con i mercati stranieri trova terreno fertile anche nel segmento pelletteria: secondo i dati forniti da Aimpes-Associazione nazionale industriali manifatturieri pelli e cuoio, nel periodo gennaio-agosto l’export ha registrato un incremento dell’8,8% a quota 4,2 miliardi di euro. A salvare i conti del 2015 grazie proprio all’export è anche il mercato del beauty, che sulla base dei dati congiunturali di Cosmetica Italia si prepara ad archiviare l’anno con un fatturato a quota 9,735 miliardi di euro, in salita del 4,1% rispetto all’anno precedente. Dodici mesi che, nonostante abbiano visto dopo anni a segno meno una ripresa seppure lieve dei consumi interni (+0,5%), hanno confermato il ruolo cruciale dell’estero sui fatturati di molte aziende, in particolare dei terzisti. Le vendite cosmetiche all’estero dovrebbero salutare il 2015 con una crescita del 10,5% a quota 3,685 miliardi di euro. Pur in un contesto più complesso del 2014, il beauty italiano mette in mostra un vigore maggiore, considerando che lo scorso anno l’export aveva registrato un incremento del 4,9% e il mercato interno un calo dell’1,4%. «Nel 2015 abbiamo praticamente raddoppiato la nostra crescita», ha dichiarato il presidente di Cosmetica Italia Fabio Rossello. «Certamente i cambi valutari hanno giocato un ruolo a nostro favore, permettendo a molte aziende di migliorare i margini. Ma non dobbiamo dimenticare le sfide che l’attualità ci mette di fronte, in particolare fuori dai nostri confini. Nel 2015 abbiamo per esempio assistito al calo di tre mercati fondamentali, Russia, Turchia e Brasile. Anche la Cina mostra segni di debolezza, ma l’Oriente in generale dimostra grande dinamismo». Osservando le performance dei primi dieci mercati dell’export beauty italiano nel primo semestre del 2015, emergono infatti il crollo della Russia, in calo del 30,3% a 42 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In Europa la Francia si conferma prima destinazione dei prodotti beauty made in Italy, con un turnover pari a 213 milioni di euro (+5%) e un’incidenza del 12,2%. Medaglia d’argento per la Germania, che chiude la prima metà dell’anno stabile a 181 milioni di euro, seguita dalle più dinamiche Regno Unito (+24,2%) e Spagna (+19,9%). Nonostante un’incidenza ancora minima di questi mercati sul complesso delle esportazioni, crescono le vendite verso Paesi Bassi (+9,4%) e Polonia (+11,1%). Gli Stati Uniti si confermano partner commerciale di primaria importanza, terzo per fatturato a livello geografico (141 milioni di euro, pari all’8,1% del totale) e in crescita del 21,3%. E sono proprio le destinazioni extra europee a mettere a segno la crescita più corposa, con Emirati arabi uniti e Hong Kong sopra ogni record con incrementi rispettivi del 33,9% e del 30,7%. «Negli ultimi tre anni abbiamo assistito a un capovolgimento dei mercati di riferimento», ha aggiunto Rossello. «Nel 2012 il 54% delle esportazioni era verso il vecchio continente. Oggi la situazione si è ribaltata: il 61% è rappresentato dai paesi extra Ue, mentre l’Europa è scesa al 39%». Le dinamiche dell’export del settore cosmetico italiano risentono soprattutto delle performance della filiera produttiva, che con i suoi 3,14 miliardi di euro rappresenta una fetta quasi totalitaria delle esportazioni. Un’area del comparto che, a differenza di altri canali come gli acconciatori (-2,3%) e le estetiste (-3,3%), vede il 2015 ancora in crescita (+3,7%) e che dimostra il ruolo dell’Italia dal punto di vista della produzione. Il 65% del beauty a livello worldwide, infatti, è realizzato proprio nel Belpaese, in particolare nei distretti lombardi che rappresentano un’eccellenza difficile da replicare. Secondo le stime del Centro studi di Cosmetica Italia, la crescita del fatturato complessivo dovrebbe attestarsi nuovamente sul 4%, trainata in particolare dalle esportazioni in salita del 9% e da un mercato interno in lieve ripresa (+0,9%). «Lo sviluppo delle esportazioni arricchiscono in modo evidente il saldo commerciale che supera 1,9 miliardi di euro, un record assoluto per la cosmesi italiana», ha concluso. «A fronte della reattività dimostrata dalle imprese, auspichiamo un pari dinamismo da parte della politica per sostenere la ripresa».

Fonte Milano Finanza Fashion

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