1 milione di debiti per il Mercato di Porta Genova a Milano, scattano i pignoramenti

In caduta
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Nato sotto la buona stella di Expo, ora rischia di morire definitivamente sotto il peso dei debiti. Che secondo le prime stime, superano il milione di euro. E dire che l’esperimento del Mercato metropolitano di Porta Genova poteva dirsi riuscito: un grande successo di pubblico, la zona dello scalo ferroviario recuperata al degrado urbano, record di presenze a tutte le ore del giorno, eppure i conti non tornano.

Domenica mattina gli ufficiali giudiziari avevano i decreti del tribunale di Milano, scopo della visita: fare l’inventario dei beni destinati al pignoramento. Al centro del caso c’è la Qualitalia, la società di scopo incaricata di gestire le attività del Mercato per conto di Unaproa, un grosso consorzio romano che raggruppa oltre cento produttori ortofrutticoli. Una crisi annunciata, secondo i ben informati, dato che le aziende che avevano fornito servizi e mano d’opera non venivano pagate da mesi dalla società Qualitalia. E infatti, ben cinque di queste hanno avviato dei procedimenti legali e sono, così, partite le espropriazioni. Prima i precetti, poi i decreti ingiuntivi, emessi dai tribunali di Roma e Milano, fino all’arrivo degli ufficiali giudiziari per il pignoramento dei beni. Almeno di quello che è rimasto a Porta Genova. Cavi elettrici, tavoli e sedie, soppalchi e arredamento di vario genere. La massa debitoria, sommando le varie società che hanno chiesto inutilmente il pagamento delle fatture, e la fideiussione sottoscritta a garanzia dell’affitto, supererebbe dunque il milione di euro.

Antonio Schiavelli, presidente di Unaproa, Unione Nazionale tra le Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli che già controllava il mercato proprio tramite la società Qualitalia, quella al centro della bufera, si dice pronto a ripartire “La nostra Unione ha già presentato al Comune di Milano e alle Ferrovie dello Stato il masterplan delle attività programmate per il 2016 dove, dalla creazione di orti urbani alle iniziative di educazione alimentare, dalle manifestazioni dei produttori al coinvolgimento delle organizzazioni no-profit, si profila un programma ancor più importante di quello dell’anno precedente”. Il gruppo Ferrovie dello Stato, proprietario del terreno, pare abbia già comunicato all’ Unaproa il benestare alla prosecuzione del progetto, così come il Comune di Milano ha espresso il gradimento per le iniziative proposte. “È stata già individuata la società che gestirà queste attività composta da professionisti di alto profilo e grande esperienza e da tre grandi nostre organizzazioni di produttori ortofrutticoli della Lombardia – ha puntualizzato Schiavelli – e vogliamo che a maggio sia tutto pronto”. Dei guai giudiziari della vecchia gestione nessuno ha voglia di parlare e anche le società debitrici non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione, ma le aziende agricole che hanno lavorato sono state tutelate dall’ Unione.

 

Fonte Corriere.it, Radiopopolare.it

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