In alto i boccali, Peroni passa alla nipponica Asahi

Sfide Strategiche
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L’italiana, la britannica e l’olandese: Peroni, Meantime e Grolsch, passano così dal gruppo belga-brasiliano Ab InBev  a quello nipponico Asahi; anche se non è noto il valore della compravendita, nei mesi scorsi Ab InBev aveva riferito di aver ricevuto un’offerta da Asahi per 2,55 miliardi di euro per il pacchetto completo.

L’interesse di Asahi per la bionda tricolore era già emerso in passato. Al gruppo nipponico si erano poi aggiunto quello di altre cordate: il produttore della San Miguel, filippino, la Fraser and Neave, parte del gruppo thailandese Thai Beverage, ma anche i fondi come Kkr e Pai Partners si erano avvicinati al dossier.

Alla fine, la spunta il maggior produttore del Giappone, con la fortissima etichetta Super Dry, ma vuole crescere fuori dall’arcipelago orientale. Una strada obbligata per combattere il cambio di gusti della popolazione, che non solo sta invecchiando sensibilmente ma sta anche apprezzando sempre di più il vino.La SabMiller, recentemente acquistata dal conglomerato Anheuser-Busch InBev, ha necessità di cedere il marchio italiano Peroni che controlla dal 2003 e l’olandese Grolsch come parte della trattativa, per soddisfare i dettami Antitrust.

Con questi nuovi marchi Asahi, che controlla il 38% del mercato della birra in Giappone, intende diffondersi fuori dell’Asia. Inoltre il settore della birra da anni è in fase di consolidamento, da quando la crescita del mercato delle birre artigianali spinge le case storiche a unire le forze.

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