Pasta embargo! Crollo dell’export di pasta in Russia, basterà il World Pasta Day?

Sfide Strategiche
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La Russia resta un mercato strategico per la pasta italiana, la più importata nel 2015 con 29mila tonnellate e un controvalore di 28,6 milioni di euro, ma le sanzioni per il conflitto in Ucraina hanno trasformato il mercato russo da grande promessa a infortunato di lungo corso. Dopo sei anni di crescita a due cifre, l’export italiano è calato del 52 per cento nel 2015. E nei primi sei mesi di quest’anno ci abbiamo rimesso un altro terzo.

Il risultato non è allegro per l’economia italiana: restiamo il principale fornitore, ma con decine di milioni di euro persi ogni anno e Paesi meno allineati al diktat americano, come la Turchia, che tentano di scalzarci. Alcune aziende italiane rispondono aprendo stabilimenti in Russia.

Stando ai dati dell’associazione industriale di categoria, l’Aidepi in Russia  il 94 per cento consuma pasta, otto su dieci preferendo la semola di grano duro italiana a quella di grano tenero. «La pasta – spiega Riccardo Felicetti, presidente dell’associazione mondiale dei pastai – non è colpita direttamente dalle sanzioni, ma lo sono tanti ingredienti dei condimenti e questo, sommato alla svalutazione del rublo, ha fiaccato la catena di distribuzione dei prodotti italiani. Ma non demordiamo».

Le speranze sono riposte anche nel World Pasta Day che si terrà a Mosca il 25 ottobre, in concomitanza la Coldiretti metterà in risalto la pasta con semola 100% made in Italy, mentre sulle navi della flotta Costa Crociere, in collaborazione con Barilla, la pasta sarà protagonista a bordo per un giorno intero con ricette d’autore e attività creative sul tema gioielli di pasta

 

Fonte Il Giornale, Aidepi

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